Make school not war – sciopero studentesco

Venerdì 25 marzo
8.30 Via Verdi – Trento

*MAKE SCHOOL NOT WAR
CONTRO GUERRE E CRISI CLIMATICA #STOPWAR#HETBOЙHE “Di fronte ad ogni guerra una sola parola è giusta ed una sola azione è degna. La parola è NO l’azione è ribelle.” – Subcomandante Marcos
Come studenti e studentesse e come futuro di questo mondo prendiamo posizione contro la guerra! Contro Putin e contro la NATO, contro tutte le guerre, in Ucraina e ovunque nel mondo, che rappresentano l’espressione massima della violenza sui corpi delle persone e dei popoli. Prendiamo posizione contro gli interessi economici di pochi che fanno profitto sulla pelle di tutt*. La guerra serve all’industria militare che sta facendo profitti stellari, alle potenze per misurarsi e dominare, come è nella loro natura di Imperi.

La corsa agli armamenti e le spese militari sono in aumento, persino nel nostro PNRR è stata inserita una voce importante di spesa bellica. L’aumento della spesa militare al 2% del PIL è solo l’ennesimo passo nella direzione del riarmo. Invece di destinare i soldi per le tante crisi create dalla disuguaglianza acuita dalla pandemia, si spendono soldi per le armi. #DISARMOora!

Vogliamo uscire dall’inutile discorso politico e mediatico che si riduce ad una dicotomia tra due parti in guerra, allo scegliere con chi schierarsi. Non vogliamo essere costrett* a scegliere tra l’aggressione russa o il nazionalismo ucraino, e vogliamo rompere quel pacifismo sterile che sostiene le sanzioni, che favorisce l’escalation militare e dà solidarietà senza fare distinzione tra chi questa guerra la subisce e chi ne guadagna.

L’unica posizione degna è contro la guerra e al fianco dei civili su cui si sta abbattendo. Siamo quindi complici e solidali con chi manifesta contro il conflitto armato, in Russia, in Ucraina e ovunque nel mondo. Contro gli eserciti, le banche armate e le aziende che producono armi. Pretendiamo subito la neutralità e la fuoriuscita dalla NATO dell’Italia. Pretendiamo che cessi la produzione e il commercio di armi con ogni paese e che tutti i soldi destinati alla spesa militare siano immediatamente requisiti per finanziare la scuola. Pretendiamo solidarietà e accoglienza per chiunque scappi dalla guerra in Ucraina e altrove, e per chiunque migri per qualsiasi ragione senza discriminazioni. Dopo la crisi climatica sempre più dirompente e vicina, la crisi economica mai davvero rientrata, una pandemia globale che ha sconvolto le vite di tutt*, le violenze che quotidianamente subiamo sui nostri corpi, nei nostri territori e nelle nostre scuole, e dopo la morte di Lorenzo e Giuseppe, come studenti e studentesse viviamo questo conflitto internazionale come l’ennesimo, opprimente, punto interrogativo che minaccia il nostro futuro.

“Cambiamo la scuola per cambiare il futuro”, per riconquistarlo e sottrarlo a quelle dinamiche di profitto che continuano ad attaccarlo da ogni lato, perché riconosciamo nella scuola l’origine di ogni cambiamento. E’ per questo che le nostre rivendicazioni contro questo modello di scuola, che continuano a vivere nei collettivi e nelle occupazioni in tutt’Italia, parlano direttamente di un cambiamento sistemico e radicale che affronti ed elimini le guerre, il patriarcato, il razzismo e la crisi climatica, diversi volti dello stesso nemico.

A partire dal nostro presente, ci riprendiamo il futuro. Partendo dalle mobilitazioni transfemministe dell’8 marzo, scendiamo in piazza per ribadire che la scuola che vogliamo vivere ogni giorno dev’essere un luogo sicuro e libero da molestie,violenze e abusi di ogni tipo. #FeministAntiWarResistance Riteniamo la guerra la massima espressione della cultura violenta e fascista del patriarcato che combattiamo tutti i giorni a partire da noi stesse.Sappiamo cosa vuol dire la guerra per i corpi delle donne. Lo abbiamo visto con gli stupri sistematici usati come strategia di oppressione imperialista. Vogliamo anticorpi culturali contro il patriarcato, vogliamo costruire un’educazione al piacere e alle differenze che sia inclusiva e che parta dai nostri bisogni, per creare spazi di autodeterminazione, confronto, conoscenza e socialità slegate da dinamiche di profitto e di dominio costanti. Per riprenderci a partire dalle mura scolastiche tutto ciò che ci è stato tolto e molto di più, per immaginare e costruire altri modi di vivere e altri futuri. #NoSchoolNoFuture Dopo la grande giornata del 18 febbraio, torniamo in piazza in tutta Italia, per una grande mobilitazione studentesca nazionale il 25 marzo, in occasione non solo del Global Climate Strike #PeopleNotProfit lanciato da Fridays For Future, per dire a gran voce FERMATE LA GUERRA! Senza sé, senza ma. Nel mondo dell’istruzione la transizione ecologica sta venendo utilizzata da governo e privati per dare il colpo di grazia alla scuola pubblica. In nome della loro finta transizione ecologica, infatti, il MIUR ha patrocinato i Licei TED (Transizione Ecologica e Digitale), un nuovo percorso didattico di 4 anni creato da un consorzio di 100 grandi aziende (dall’industria bellica Leonardo all’industria petrolifera ENI, tra le altre), che secondo il Ministro Bianchi rappresenta il modello della scuola pubblica del futuro.

Lottare per la giustizia climatica e sociale vuol dire opporsi al fatto che la vita di tutti e tutte sia messa in secondo piano di fronte agli interessi e al profitto di pochi. Questo è quello che facciamo ogni giorno quando lottiamo per una scuola diversa, che rispecchi le nostre necessità e non il modello di sfruttamento che ci vogliono imporre. Questo è quello che sarà alla base delle mobilitazioni del 25 marzo #PeopleBeforeProfit .

Questo è quello che denunciamo quando gridiamo #FERMATELAGUERRA Movimento Studentesco contro la guerra! #nowar