Assemblea NO CPR – 15 gennaio 2026

Assemblea pubblica del Coordinamento (del Trentino Alto Adige) Regionale No CPR:
la mobilitazione continua!

Giovedì 15 gennaio 2026, alle ore 20, presso il Centro Sociale Bruno, il Coordinamento Trentino –
Alto Adige / Südtirol No CPR convoca un’assemblea pubblica
per rilanciare e allargare
ulteriormente il percorso di mobilitazione contro la costruzione del CPR, per i diritti e la
giustizia sociale.
La manifestazione di sabato 13 dicembre 2025 è andata ben oltre le aspettative. È stata il frutto di
un percorso collettivo, nato dal basso, che ha prodotto risultati importanti: 66 adesioni
all’appello, più di 1.700 persone in piazza, un allargamento significativo verso settori della
società civile tradizionalmente poco inclini alle manifestazione di protesta, una presenza
forte di persone con background migratorio e richiedenti asilo, e nuove associazioni che,
anche nei giorni successivi al corteo, hanno scelto di aderire e vogliono partecipare al
percorso contro l’accordo Fugatti-Piantedosi.
A questo si sono aggiunte, nei giorni seguenti, le parole nette del vescovo Lauro Tisi, che ha
definito il CPR «una nuova barbarie che apre all’abisso della disumanità», e le posizioni di
contrarietà di ben 3 circoscrizioni di Trento (Povo, Argentario e San Giuseppe) che seguono
l’approvazione della mozione “NO CPR” della circoscrizione Centro storico-Piedicastello.
Di fronte a tutto questo, ci sono stati tanti silenzi, segno che sostenere direttamente il CPR e
i tagli all’accoglienza di fronte alle manifestazioni della società civile mette in difficoltà: solo il
capo della polizia Pisani ha deciso di sostenere la fake news che il CPR aumenterebbe la
sicurezza delle città, in quanto i reati sarebbero commessi da persone irregolari. Queste
affermazioni vengono legittimate dalla nuova intesa con la Provincia per potenziare
l’organico della questura. Ribadiamo che la funzione dei CPR non ha nulla a che vedere con
quella carceraria, ma di privare della libertà persone in attesa di un’espulsione che
probabilmente non arriverà mai, indipendentemente dal fatto che abbiano commesso reati.
Ma se fosse vero che l’irregolarità aumenta la possibilità di commettere reati, la soluzione
per dare maggiore sicurezza è quella di investire in politiche di regolarizzazione e inclusione,
non certo in un “manicomio del presente” che genera solo sofferenza a chi vi è recluso.
Sapevamo fin dall’inizio che una singola manifestazione non sarebbe stata sufficiente a
fermare un accordo politico ed economico su cui Fugatti e Piantedosi hanno messo faccia e
firma.
Per questo è necessario proseguire e rafforzare la mobilitazione, facendo leva sul consenso
espresso da una parte significativa della città e aprendo una discussione concreta e
collettiva sulla strategia comune di opposizione: come informare e coinvolgere anche le Valli,
dove la destra ha raccolto il suo consenso con una narrazione tossica sulle migrazioni,
costruire processi duraturi, pratiche e azioni condivise, anche di disobbedienza civile, per
provare davvero a fermare la costruzione del CPR.
L’assemblea è aperta a tutte e tutti: singole persone, associazioni, collettivi, realtà sociali e
politiche, e chiunque voglia contribuire a costruire un’opposizione ampia, determinata e
radicata.
No CPR. Né qui né altrov

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