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SUMMARY:cinemafutura: La sposa bambina di Khadija Al-Salami
DESCRIPTION:La sposa bambina I am Nojoom\, Age 10 and Divorced di Khadija Al-Salami |Yemen\, 2014|95’ \nYemen: Nojoom\, una bambina di 10 anni è costretta a sposare un uomo di 30 anni. Opera prima\, in parte autobiografica\, che presenta un affresco autentico della società yemenita. \nApertura ore 20.00 – Inizio proiezione ore 21.00
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SUMMARY:Assemblea di costruzione corteo per la Palestina
DESCRIPTION:Non possiamo restare inerti di fronte a un genocidio.\nNon possiamo permettere che la tragedia di Gaza venga silenziata in nome degli interessi commerciali\, militari ed energetici di lobbies e governi.\n\nContinuiamo a mobilitarci per chiedere e praticare\, a partire dai nostri territori\, l’interruzione dei rapporti commerciali\, accademici e militari con Israele; per la cessazione dell’occupazione e della colonizzazione dei territori palestinesi; per un processo di pace che sia reale\, che coinvolga veramente la popolazione palestinese e non sia imposto unilaterlamente per garantire gli interessi strategici nella regione.\nInvitiamo tutt* a prendere posizione\, a schierarsi e a mobilitarsi dalla parte della popolazione palestinese. Costruiamo una mobilitazione ampia\, dalle aule dell’università\, dai nostri posti di lavoro\, alle strade delle nostre città.\nCi vediamo giovedì 9 novembre 2023 alle ore 18 nell’atrio di Sociologia per costruire la manifestazione di mercoledì 15 novembre\nTroviamoci\, parliamone e mobilitiamoci
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SUMMARY:SGUARDI DALLA PALESTINA Rassegna di cortometraggi in collaborazione il Nazra Palestine Short Film Festival e testimonianza di Meri Calvelli\, cooperante in Palestina con ACS e direttrice del Centro Vik di Gaza City.
DESCRIPTION:Associazione Ya Basta! Êdî bese! presenta:\n SGUARDI DALLA PALESTINA\nRassegna di cortometraggi in collaborazione il Nazra Palestine Short Film Festival e testimonianza di Meri Calvelli\, cooperante in Palestina con ACS e direttrice del Centro Vik di Gaza City.\nDomenica 12 novembre 2023\n Apertura ore 18.00 con aperitivo e stuzzichini\n Inizio presentazione ore 19.30\n– Introduzione di Ya Basta! Êdî bese!\n– Intervento di Meri Calvelli sulla situazione nella Striscia di Gaza\n– Presentazione del Nazra Palestine Short Film Festival e proiezione di una selezione di cortometraggi in concorso nelle ultime edizioni.\n Ingresso a offerta libera e consapevole\n—\nInfo:\nIl Festival internazionale del Cortometraggio di Nazra Palestine è un festival annuale\, itinerante e multiculturale sulla libertà\, i diritti umani e la giustizia\, con particolare attenzione alla realtà contemporanea in Palestina. L’obiettivo è mostrare\, attraverso lo sguardo di chi le vive in prima persona o quello di autori provenienti da diverse parti del mondo\, le difficoltà e le aspettative sperimentate quotidianamente dai palestinesi che vivono sotto occupazione e in mancanza di libertà e rispetto dei diritti umani.\nNazra è lo sguardo\, la percezione che abbiamo degli altri\, ma anche di noi stessi. Così\, il Nazra Palestine Short Film Festival diventa anche un viaggio pedagogico e culturale.\nIl Festival del Cortometraggio di Nazra Palestine mira anche ad essere un’occasione\, per autori con grandi capacità artistiche ma privi di risorse finanziarie sufficienti\, di esporre e far circolare le proprie opere.
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SUMMARY:IL DIRITTO DI BOICOTTARE ISRAELE Incontro con Stephanie Westbrook\, attivista per i diritti umani e referente BDS
DESCRIPTION: IL DIRITTO DI BOICOTTARE ISRAELE\nIncontro con Stephanie Westbrook\, attivista per i diritti umani e referente BDS\n MARTEDì 14 NOVEMBRE ore 18.00\n Facoltà di Sociologia – Trento (aula in definizione)\n Verso la manifestazione TRENTO CON LA PALESTINA del 15/11\nINFO: https://www.facebook.com/events/969192558147605\n Il Boicottaggio\, Disinvestimento\, Sanzioni (BDS) è un movimento non violento guidato dai e dalle palestinesi per la libertà\, la giustizia e l’uguaglianza\, che si propone di esercitare pressione su Israele fino a quando non rispetterà il diritto internazionale e i diritti del popolo palestinese.\n Dalla sua nascita\, il BDS è stato sostenuto da milioni di persone in tutto il mondo\, incluse personalità come l’Arcivescovo Desmond Tutu\, Premio Nobel per la pace\, Naomi Klein\, Roger Waters\, Angela Davis e Judith Butler\, e si è rivelato uno strumento efficace nella lotta per porre fine al sistema di occupazione militare\, colonizzazione e apartheid che Israele impone ai palestinesi.\n Proprio per queste ragioni\, gli attacchi alla campagna e ai suoi attivisti sono aumentati notevolmente negli ultimi anni\, nel quadro di uno sforzo da parte di Israele di contrastare un movimento i cui successi cominciano ad intaccarne l’immagine politica e gli interessi economici. Il governo israeliano ha dichiarato il movimento una “minaccia strategica” e sta investendo quantità di risorse senza precedenti nel tentativo di contrastare la campagna nonviolenta BDS\, non solo in Israele e nei Territori Palestinesi che occupa illegalmente\, attraverso leggi intimidatorie\, provvedimenti amministrativi repressivi\, fino alle minacce di violenza fisica\, ma anche all’estero con campagne ben organizzate e finanziate che puntano a impedire le attività delle campagne BDS e più in generale del movimento di solidarietà con il popolo palestinese.\n Anche in Italia non si contano ormai i tentativi dell’ambasciata israeliana e dei gruppi di pressione filoisraeliani di impedire lo svolgimento di iniziative organizzate dal movimento BDS o da associazioni solidali con la Palestina. Israele cerca di minare l’immagine e la credibilità del movimento con false accuse di antisemitismo e di incitamento all’odio razziale\, propagandando l’idea che ogni opposizione al sionismo e alle politiche del governo israeliano sia una forma di discriminazione razziale e antisemita. Su questo impianto pretestuoso si basa il disegno di legge n. 2043 (“Norme contro le discriminazioni”) volto a modificare la legislazione contro le discriminazioni (la Legge 654 del 1975\, poi modificata dalla Legge Mancino del 1993)\, introducendo\, oltre alle misure già previste contro la discriminazione su base etnica\, razziale o religiosa anche quella contro atti di discriminazione contro entità territoriali o statuali\, che possono comportare “l’intralcio\ndell’esercizio di qualsiasi attività economica”. Un chiaro tentativo di criminalizzare chi in Italia promuove o sostiene la campagna BDS e apertamente in contrasto con il diritto alla libertà di espressione\, sancito dalla costituzione italiana e dalle norme internazionali sui diritti civili e politici.\n Lo scopo di questo incontro sarà chiarire le ragioni e gli obiettivi del movimento globale per il BDS\, dotarci di strumenti dal basso per esercitare pressione su Israele e gli stati occidentali affinché mettano fine all’occupazione dei territori palestinesi\, alla guerra permanente e alle politiche di apartheid. Verrà messo a disposizione del materiale informativo aggiornato
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SUMMARY:Corteo: TRENTO CON LA PALESTINA
DESCRIPTION: TRENTO CON LA PALESTINA\n Corteo\n Mercoledì 15 novembre\n Ore 18\n Via Verdi (davanti a Sociologia)\n Assemblea di costruzione\n Giovedì 9 novembre\n Ore 18\n Atrio di Sociologia\nDa un mese stiamo assistendo al genocidio della popolazione palestinese di Gaza\, costretta dal 2007 a un criminale assedio imposto unilaterlamente da Israele e avvallato dai suoi alleati occidentali.\nDal 7 ottobre\, è in corso un un massacro di civili senza precedenti. L’aviazione israeliana ha sganciato oltre 25 mila tonnellate di esplosivo\, l’equivalente di due bombe atomiche\, in una prigione a cielo aperto di 40 chilometri per 7.\nIl piano di pulizia etnica è stato svelato dai media israeliani\, con la diffusione di un documento dei servizi segreti che prevede la deportazione di 2\,3 milioni di persone residenti di Gaza nel deserto del Sinai.\nPer accelerare questo processo\, il governo israeliano ha ridotto la popolazione allo stremo. Si bombardano gli ospedali\, le telecomunicazioni e le panetterie\, togliendo l’accesso a acqua ed elettricità.\nFino a questo momento\, solo pochissimi convogli umanitari sono riusciti ad entrare\, grazie alle pressioni della società civile internazionale\, una frazione molto limitata rispetto al fabbisogno della popolazione. Inoltre\, gli aiuti non riescono ad arrivare alle zone settentrionali della striscia\, poiché Israele ha emesso il folle e irrealizzabile ordine di evacuare la regione e trasferirsi al sud\, bombardando poi chi ha seguito le indicazioni e scatenando una gravissima crisi umanitaria.\nL’occupazione israeliana continua a ostacolare l’accesso al carburante\, che è fondamentale per il funzionamento degli ospedali\, continuamente minacciati dai bombardamenti e diventati rifugio per decine di migliaia di persone.\nFin dall’inizio\, i governi occidentali\, inclusa l’Italia\, si sono schierati senza esitazioni e con assoluta complicità dalla parte di Israele\, autorizzando il massacro in corso\, fornendo supporto militare e salutando con favore il progetto di una nuova Nakba.\nCon la diplomazia internazionale ridotta a fantoccio di se stessa\, la mobilitazione internazionale è l’unica cosa che può fermare il governo israeliano\, evitare l’allargamento incontrollato del conflitto e che la causa palestinese venga strumentalizzata da regimi e organizzazioni armate islamiste e fasciste.\nNon possiamo restare inerti di fronte a un genocidio.\nNon possiamo permettere che la tragedia di Gaza venga silenziata in nome degli interessi commerciali\, militari ed energetici di lobbies e governi.\nContinuiamo a mobilitarci per chiedere e praticare\, a partire dai nostri territori\, l’interruzione dei rapporti commerciali\, accademici e militari con Israele; per la cessazione dell’occupazione e della colonizzazione dei territori palestinesi; per un processo di pace che sia reale\, che coinvolga veramente la popolazione palestinese e non sia imposto unilaterlamente per garantire gli interessi strategici nella regione.\nInvitiamo tutt* a prendere posizione\, a schierarsi e a mobilitarsi dalla parte della popolazione palestinese. Costruiamo una mobilitazione ampia\, dalle aule dell’università\, dai nostri posti di lavoro\, alle strade delle nostre città.\nCi vediamo giovedì 9 novembre alle ore 18 nell’atrio di Sociologia per costruire la manifestazione di mercoledì 15 novembre.\nTroviamoci\, parliamone e mobilitiamoci4
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DESCRIPTION:Tori e Lokita di Jean Pierre e Luc Dardenne |Belgio\, Francia\, 2022 |85’ \nTori e Lokita vengono dall’Africa. Sono arrivati da soli in Belgio come tanti altri ragazzini. Tori ha lo stato di rifugiato\, mentre Lokita rischia di essere espulsa…. Un film sull’infanzia rubata che cerca di resistere\, come soltanto i Dardenne sanno raccontare. Vincitore del premio speciale della giuria a Cannes 75. Mai uscito a Trento \nApertura ore 20.00 – inizio proiezione ore 21.00
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SUMMARY:cinemafutura: Gli Orsi non esistono di Jafar Panahi
DESCRIPTION:Gli Orsi non esistono Khers Nist di Jafar Panahi | Iran\, 2022 |102’ \nJafar Panahi sta cercando di dirigere un film a distanza da un villaggio in cui il segnale è estremamente precario. Ma anche la vita in quel luogo è precaria…Come in Taxi Teheran\, piccole storie quotidiane diventano metafora di grandi temi cari al regista: le relazioni umane\, la censura politica\, il ruolo del cinema. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezione ore 21.00
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