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SUMMARY:Befana TRASH Party. ANNABIT Live & BORLOTTEE DJ SET
DESCRIPTION:🧙‍♀Befana TRASH Party 🧙‍♀ \n\n\n\nLa befana non si brucia\, ma si ricopre di glitter. Salutiamo le feste che se ne vanno con un imperdibile appuntamento tra ritmi electro-pop\, voci camaleontiche e il meglio del peggio della musica che potrete ballare \n\n\n\n🗓 Venerdì 6 gennaio dalle 22 📌 Centro Sociale Bruno – Lungadige San Nicolò 4\, Trento   \n\n\n\nLINE UP \n\n\n\n\nOre 22: OPENING\n\n\n\nDalle 23:  ANNABIT LIVE\n\n\n\n\nAnnabit è un progetto electro-pop indipendente. Surf sulla società liquida\, abissi di genere\, amori cibernetici e (in)umanità sono i principali temi dei suoi dischi. Il 6 Gennaio porterà al CS Bruno un live show in bilico tra dream pop e techno. \n  \nA seguire: BORLOTEE DJ SET Trash/Memecore \nIl collettivo Borlottee nasce nei server Discord nel 2020\, durante il primo lockdown. Sperimenta liberamente in tutti i campi artistici. Nel 2021 si lancia nel djing esplorando sonorità trash\, meme e hyperpop. Per rendere l’esperienza più completa possibile cura le visual dei set in una forma ibrida tra vjing e lo zapping nel lato oscuro di youtube. \n. \n\n\n\n Rispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano \n🚫 No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia \n. \nFOLLOW US ON: \n TELEGRAM: https://t.me/csbruno \n SITO: csbruno.org \n TWITTER: https://twitter.com/csabruno \nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/centro_sociale_bruno/
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SUMMARY:Presentazione de "La morte\, la fanciulla e l'orco rosso: Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana". Con il collettivo Nicoletta Bourbaki
DESCRIPTION:GIOVEDÌ 12 GENNAIO \nCentro Sociale Bruno  –  Lungadige San Nicolò 4 (Trento) \nPresentazione de: “La morte\, la fanciulla e l’orco rosso: Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana”.\nCon il collettivo Nicoletta Bourbaki \n\nApertura alle 19.30 con aperitivo e cicchetti\nInizio presentazione ore 20.30\n\nUn’occasione per parlare di resistenza\, resa dei conti e revisionismo. \nAcquista il libro\, sostieni gli autori! \n«Nicoletta Bourbaki […] offre una lezione su come la ricerca d’archivio; il confronto critico delle fonti; la collocazione contestuale dei fatti raccontati e la loro resa di complessità rappresentino strumenti indispensabili di difesa e rispetto della propria intelligenza e indipendenza di giudizio»\nDavide Conti. Il Manifesto 21 novembre 2022. \nQuesto libro affronta il tema dei crimini partigiani\, o meglio\, delle narrazioni su presunti «crimini partigiani» il cui scopo è denigrare la lotta al nazifascismo. Lo fa concentrandosi sul “caso” Giuseppina Ghersi\, adolescente uccisa a Savona nell’aprile 1945.\nPer decenni trascurata dagli stessi neofascisti\, nel nuovo secolo la morte di Giuseppina è diventata un leitmotiv della destra ligure\, col tempo arricchendosi di dettagli sempre più macabri. La storia era ormai splatter quando nel 2017 i media nazionali l’hanno ripresa e diffusa senza alcuna verifica.\nPer stabilire la verità storica Nicoletta Bourbaki ha avviato un lungo lavoro di ricerca negli archivi\, sopralluoghi\, raffronto di documenti e testimonianze.\nVa detto subito: la storia della «bambina vittima dei partigiani-mostri» è falsa in quasi ogni suo elemento\, a cominciare dal mai esistito «tema dedicato al duce»\, che da solo avrebbe scatenato l’odio dei «rossi».\nTestimonianze diverse\, anche inaspettate\, indicano in Giuseppina una nota e per certi versi dichiarata spia fascista\, intenta a minacciare cittadini\, protetta da marò e brigate nere. Anche i suoi genitori erano disprezzati\, perché compromessi col regime\, per gli exploit della figlia e perché ostentavano privilegi.\nSul caso Ghersi\, spiega il libro\, non pesò alcuna «congiura del silenzio». Vi furono inchieste e processi\, nei cui atti i dettagli horror cari ai fascisti non trovano riscontro\, come non lo trova l’accusa più infamante\, quella di stupro.\nIndagando\, Nicoletta si è imbattuta in un altro «crimine partigiano»\, anch’esso ambientato in Liguria: l’«eccidio di Monte Manfrei».\nDue casi intriganti perché emblematici. Smontandoli\, vediamo come funziona la macchina delle storie antipartigiane\, e come nell’attuale infosfera tali storie diventino virali. \nNicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete\, sulle false notizie a tema storico e sulla riabilitazione dei fascismi in tutte le sue varianti e manifestazioni. Il gruppo si è formato nel 2012 sul blog Giap e ha al suo attivo molte inchieste e diverse pubblicazioni. Lo pseudonimo collettivo «Nicoletta Bourbaki» è un détournement transfemminista di «Nicolas Bourbaki»\, maschilissimo gruppo di matematici francesi attivo dagli anni Trenta agli anni Ottanta del XX secolo.
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SUMMARY:Seminiamo Resistenze! Con il Centro Sociale Bruno sotto attacco
DESCRIPTION:Nelle ultime settimane il Centro Sociale Bruno è tornato ad essere sotto attacco dalla Giunta Provinciale a traino leghista\, che è tornata a chiedere lo sgombero dello stabile\, recuperato dal basso e sottratto all’abbandono da quasi dieci anni.\nQuella dei consiglieri Moranduzzo e Rossato\, non è stata solo un’uscita propagandistica\, ma un tentativo di determinare i rapporti di forza della giunta provinciale ai danni di un’esperienza che resiste in questo territorio da 16 anni e di tuttə coloro che l’attraversano e la animano quotidianamente.\nRiteniamo importante il riconoscimento e il sostegno che ci è arrivato in queste ultime settimane\, a partire dalla lunga lettera indirizzata alle istituzioni e firmata da influenti personalità della cultura\, del volontariato e dell’arte\, a cui hanno aderito numerosə cittadinə e realtà organizzate.\nNonostante l’ipotesi di sgombero immediato pare essere accantonata\, non è però il tempo di assopirsi e far calare l’attenzione.\nCome abbiamo scritto\, è in questo momento che sentiamo ancora più forti le responsabilità che investono tutto il nostro corpo collettivo. Una responsabilità che intendiamo in primo luogo come la capacità di garantire l’esistenza\, la vivacità e l’autonomia di uno spazio di autorganizzazione.\nIl Centro Sociale Bruno continua assieme a coloro che hanno dimostrato di voler camminare assieme a noi.\nPer questo vi invitiamo a un momento informale di confronto e convivialità a partire dal pomeriggio di venerdì 13 gennaio. Sarà un modo per ritrovarci di nuovo tuttə insieme dopo la pausa natalizia\, condividere un pasto e discutere assieme il futuro del centro sociale e quello della sua comunità\, semenzaio di resistenze che non smetteranno di germogliare. \n– Apertura ore 17.30  Porta un dolce o uno stuzzichino da condividere. Al brulè ci pensiamo noi! \n– dalle 20.30  Pastasciutta offerta per tuttə
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SUMMARY:Neon Night - Underground Techno Party
DESCRIPTION:La prima Neon Night del nuovo anno!\nRitmi profondi con ondate di energia\, suoni dark e atmosfere suggestive\, questi gli elementi della prima notte al Neon del 2023. \nLINE UP:\nRoby M Rage\nDaniel\nLorenzo Venturini\nSquupa \nLINKS\n—\nRoby M Rage\nwww.instagram.com/robymrage\n—\nDaniel\n—\nLorenzo Venturini\nBHo! Beyond House\nwww.instagram.com/bho_beyondhouse\n—\nSquupa\nhttps://www.instagram.com/p.squupa/ \nCome sempre:\nyes love\nyes peace\nyes kindness\nno sexism\nno racism\nno transhomophobia
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SUMMARY:LA SCELTA - Proiezione con dibattito
DESCRIPTION:Che cosa vogliono i No Tav?\nFermare la costruzione dell’opera non sembra esaurire il senso della loro scelta. La lotta\, i processi\, il carcere\, la guerra\, le scelte individuali sono occasioni di cui dispongono nel tentativo di dare dignità alla loro vita. \n📌 DOVE:\nCentro Sociale Bruno\nLungadige San Nicolò 4 (TRENTO) \n🗓 QUANDO:\nGiovedì 19 gennaio 2023\n– 19:30: Apertura con aperitivo e stuzzichini\n– 20:30: Inizio proiezione\nSarà presente l’autore e produttore del film Stefano Barabino \nIngresso a offerta libera e consapevole: sostieni le produzioni indipendenti! \nSINOSSI\n«Forza\, coraggio e gioia!» Questo è l’invito che Luca rivolge ai suoi compagni riuniti in assemblea. E’ rimasto gravemente ferito mentre tentava di rallentare l’apertura del cantiere al quale il movimento No Tav si oppone. Emanuela\, la sua compagna\, legge la lettera che Luca ha scritto dall’ospedale in cui si sta lentamente riprendendo. Alcuni attivisti No Tav\, tra i quali Marisa\, Nicoletta e Paolo\, tentano di disturbare i lavori del cantiere e di abbatterne le reti. Di notte\, in piccoli gruppi\, riescono ad entrare e danneggiare alcuni mezzi\, ma il cantiere è molto grande ed è considerato dallo Stato un’opera strategica. I lavori procedono\, il cantiere cresce. Il movimento decide di sostenere un partito politico che si dichiara No Tav\, ma Nicoletta richiama la necessità di mantenere autonomia nella lotta. Arrivano i processi\, i pubblici ministeri raccontano il movimento No Tav dal punto di vista dello Stato e chiedono pene importanti per gli imputati. Passano alcuni anni\, Luca ed Emanuela hanno avuto un figlio. Davide\, un militante No Tav è tornato dalla Siria\, dove ha combattuto nella rivoluzione del Rojava. La guerra lo ha posto di fronte a dilemmi laceranti: sia combattere che non combattere sono due scelte sbagliate. Il tentativo di fermare la Tav per via istituzionale è ormai fallito: in assemblea Luca invita i compagni a prenderne atto\, è in semilibertà e deve rientrare in carcere ogni sera. Mentre racconta di essersi lasciato con Emanuela\, riconosce che «sta all’individuo soltanto la ricerca della propria felicità». La lotta sulle reti del cantiere prosegue. Nicoletta viene arrestata e suo marito Silvano scende in paese per partecipare alla manifestazione in sua solidarietà. \nIL CONTESTO: TRENT’ANNI DI ATTIVISMO\nIl Tav è una linea ferroviaria la cui realizzazione viene contestata per vari motivi: inutile nelle sue finalità e dannoso per l’ambiente e per la salute\, incredibilmente dispendioso per l’intera comunità nazionale. Riuniti in comitati\, i cittadini No Tav sono diventati il movimento più partecipato degli ultimi trent’anni in Italia\, finendo per essere feriti dalle forze dell’ordine e in diversi casi addirittura detenuti in carcere e processati. Nonostante l’area sia militarizzata e il movimento venga puntualmente screditato da gran parte della classe politica\, le manifestazioni No Tav continuano ad essere sostenute da migliaia di persone.\nLe riprese del documentario La Scelta sono iniziate nel 2012\, successivamente all’apertura del cantiere a Chiomonte (2011).\nNegli anni\, i presidi\, le manifestazioni e le azioni dirette alle reti del cantiere hanno ricevuto\, come risposta dello Stato\, la militarizzazione della Valle. Più di mille persone sono state indagate e centinaia sono state arrestate. La politica ha da sempre delegato la protesta alla Polizia\, riconducendo i No Tav ad una questione di ordine pubblico. I processi contro gli attivisti sono stati numerosi\, il più importante ha riguardato nel 2014 quattro anarchici accusati di terrorismo per aver danneggiato il compressore del cantiere di Chiomonte. Le proteste nell’ultimo periodo si sono concentrate nella zona dell’autoporto di San Didero\, dove ad aprile 2022 è stato aperto un nuovo cantiere. Nell’estate 2022 è nata anche l’Associazione a resistere\, in risposta alla richiesta della Procura di Torino di rinviare a giudizio 28 appartenenti al centro sociale Askatasuna\, uno dei soggetti storici del movimento No Tav. \nNOTA DEGLI AUTORI\nÈ possibile essere militanti\, fare politica\, senza riprodurre nella lotta quegli stessi meccanismi ai quali ci si oppone?\nIn questi dieci anni di lavorazione del film abbiamo vissuto nel movimento No Tav in una forte consonanza ideale con esso. Che cosa permette a questo movimento di continuare ad esistere nonostante la repressione di Stato nelle sue molteplici forme? Il film fa emergere una soggettività che dà senso a cosa significhi fare politica. Come racconta Davide Grasso\, uno dei protagonisti\, chi lotta sta cercando di affermare l’importanza di restare umani\, affinché «due o tre persone possano fare qualcosa assieme soltanto sulla base della loro libera scelta\, senza un obbligo o un guadagno individuale». Siamo stati abituati a delegare ad altri le scelte di fondo delle nostre vite. Raccontare la lotta No Tav per noi ha significato capovolgere questo assunto\, partire dalle responsabilità che ciascun individuo assume verso se stesso. \nBIOGRAFIE \nCarlo A. Bachschmidt è un documentarista nato a Genova nel 1965. Ancora studente in Architettura inizia a collaborare con lo studio di Renzo Piano. Dopo la laurea si dedica ad un altro modo di progettare lo spazio\, l’ideazione e allestimento di iniziative collaterali alle mostre di Palazzo Ducale a Genova. Dal 1994 al 2007 lavora nell’ambito della comunicazione\, curando l’organizzazione e la promozione di oltre venti campagne sociali rivolte al mondo giovanile. In occasione del G8 del 2001 diviene responsabile della segreteria organizzativa del Genoa Social Forum\, il coordinamento delle organizzazioni no profit che esprimono il proprio dissenso nei confronti del vertice. Nel 2002 viene nominato consulente tecnico di parte (CTP) dagli avvocati impegnati nei processi per la ricostruzione attraverso l’analisi della documentazione video-fotografica delle violenze verificatesi nei giorni del G8. Ha presentato presso i tribunali di Genova\, Torino e Milano 24 consulenze tecniche che sono state acquisite agli atti dei processi e svolge tuttora tale professione. Formatosi nel settore dell’audiovisivo\, tra il 2003 ed il 2009 realizza video indipendenti e nel 2010 esordisce come regista con il cortometraggio Janua. Nel 2011 scrive e dirige i documentari Black Block (menzione speciale alla sezione Controcampo della 68ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia) e La Provvista (entrambi prodotti da Fandango)\, e lo spettacolo teatrale I giorni di Genova nell’ambito del Festival di Internazionale a Ferrara. Sempre per Internazionale\, nel 2021 è tra gli autori del podcast sul G8 di Genova\, Limoni. Attualmente sta lavorando ad un documentario dal titolo Costa. \nStefano Barabino lavora sui set cinematografici come primo assistente operatore e come direttore della fotografia nel cinema documentario. \nMichele Ruvioli è maestro steineriano e ha temporaneamente abbandonato il mondo del cinema.
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DESCRIPTION:Questa terra è mia!  This Land is Mine di Jean Renoir|USA\, 1943 |99’ \nVillaggio europeo occupato dai nazisti: c’è chi accetta le nuove regole e chi si ribella… \nApertura ore 20.00
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SUMMARY:Dancehall Attack #6
DESCRIPTION:📅 Sabato 21 Gennaio 2023\n📌Centro Sociale Bruno (Tn) \nDancehall Attack #6 con: \n🔥🔥🔥 Tarant Attack Sound – 100% vinyls 🔥🔥🔥\n🔥🔥🔥 Yardie Groove 🔥🔥🔥\nSpecial Guest:\n🔥🔥🔥 BomChilom (Padova)🔥🔥🔥 \nIncominciamo il nuovo anno con il Dancehall Attack #6 dove ad affiancare i Sounds di Trento\, ci sarà un ospite speciale: pronto ad infuocare la nostra yard:\nBomChilom Sound. The Sound of Padova since 2004\nRispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano \n🚫 No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia\n.\nFOLLOW US ON:\nTELEGRAM: https://t.me/csbruno\nSITO: csbruno.org\nTWITTER: https://twitter.com/csabruno\nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/centro_sociale_bruno/\n___________________________________________\nBIO\nTARANT ATTACK\nIl Tarant attack nasce nel 2001 da un idea di Andra selecta (già appassionato e collezionista di dischi dal 1996) insieme a Sergent Dalo e Mr Frank.\nA causa di problemi lavorativi quest´ultimi due abbandonarono il sound e nel 2002 c´è la fusione con la Cheval sound machine (Sugar mino and Cheval operativi anche loro da anni).\nIl sound ha come scopo principale la diffusione di reggae vibes\, cercando sempre nelle danz di proporre selezioni accurate per far divertire la massive; ecco perché la ricerca dei 45giri\, frutto di anni di maniacale collezionismo che va dal reggae al raggamuffin\, al digital style fino al bashment.\nA completare il tutto una dubplate molto accurata e la verve di Sugar mino al mic.Tante sono state le collaborazioni ed i progetti realizzati da solo o con i vari sound e singers della penisola es. High grade\, Chatter Box e varii artisti jamaicani (Freddie Mcgregor\, Dally Ranks\, Chino\, Chuck Fender\, Morgan Heritage\, Junior Kelly\, Warrior King & General Levy)\, Bass odyssey\, Sentinel\, Boomdabash\, SSS\, Sisma sound\, Fido Guido\, Zakalicious\, Krikka reggae\, Kianka town & Mama Marjas\, Don Ciccio\, Papa Riky\, Moddy \,Paolino Mad kid\, Dj Lugi\, Kaos\, Dj Trix\, Maddawg\, Virtus\, U rob\, Lion D\, Labo sound\, Shanty Crew\, Pipeline\, Bom Chilom\, Gal Dem\, Bombogyal\, Raggae meridional crew\, Anansi\, Rebel Rootz\, Bang bass e tanti altri sound big up!!!\nVincitore nel 2003 al Tnt di Perugia e nel 2005 del South clash a Bari.\nInfine il Tarant attack ha proposto per molti anni una trasmissione radio\, il Babylon by bass..peace and love!\nYARDIE GROOVE\nNuova crew che nasce alla fine del 2012\, dall’idea di due amici (Piè e Bebo) con la passione per la musica in levare. L’intento è quello di movimentare le tranquille serate trentine e di far ballare la massive con delle selezioni che propongono una miscela di tutta la musica giamaicana\, spaziando dal rocksteady alla foundation\, dal rub-a-dub al new roots\, fino ad arrivare alla dancehall e all’hip-hop; sempre coscienti dell’importante messaggio che la musica reggae porta con sè.\nDopo gli esordi Yardie Groove ha creato una forte sinergia con le altre realtà reggae del trentino\, collaborando e suonando assieme ai Rebel Rootz\, Smoking Green\, Tarant Attack\, Bangbass\, Dreadlion\, I-Vibes\, Bomborasklat\, ecc.\n“One good thing about music\, when it hits you feel no pain…”\n“I want to disturb my neighbour\, cause I’m feeling so right\,\nI want to turn up my disco\, blow them top full watts tonight!”\nCi si vede dalle 22 per scaldarsi a ritmo di reggae vibes!\nBig Up..💣💣🚀🎤🎧
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SUMMARY:FLOAT MUSIC Live || Sunday Mood
DESCRIPTION:FLOAT MUSIC – LIVE SHOW!\nSunday Mood\nLa rassegna di aperitivi musicali del Centro Sociale Bruno \nFolk\, Jazz\, Rock dipendenti.\nCon base a Bologna viaggiano dappertutto per proporre il loro stile.\n\nFloat Music presentano il loro nuovo progetto discografico “Butterflies and Clouds”\, un viaggio musicale tra folk\, jazz e rock.\nAnna Tagliabue alla voce e banjo e Stefano Maimone al basso\, chitarra e gran cassa.\n\n\nIl duo bolognese propone un repertorio molto vario che spazia da brani originali a rivisitazioni in chiave acustica di brani della tradizione americana e non. L’utilizzo di strumenti a corda quali basso\, banjo e voce creano un’atmosfera molto intima e personale.\n\n\n– Apertura ore 18.00 con aperitivo e taglieri misti della casa\n\n– Inizio concerto ore 18.30 \n\n\n\nIngresso a offerta libera: sostieni la musica indipendente e l’autogestione.
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SUMMARY:cinemafutura: La Rosa Bianca di Marc Rothemund
DESCRIPTION:La Rosa Bianca Sophie Scholl – Die letzten Tage di Marc Rothemund |Germania\, 2005 | 116’ \nMonaco\, 1943: Sophie Scholl fonda insieme ad altri studenti universitari i il gruppo di resistenza al Terzo Reich “La Rosa Bianca”\, che viene presto scoperto….Orso d’argento al Festival di Berlino. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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DESCRIPTION:📅 Sabato 28 gennaio\n🕦 Ore 22.00\n📍 Centro Sociale Bruno – Lungadige San Nicolò 4 (Trento) \nNuovo anno\, nuovi amici e nuovo concept: RUDE SOUND INVITES\, il party dedicato alla musica Drum & Bass a Trento!\nPrimo ospite di questo 2023 sarà il bolognese NO:ID\, che fa parte del collettivo MIB Crew (MALTA). \n🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️ \nNO:ID\n(MIB Crew)\nRude Sound residents:\nFRAME b2 MAGNO / BASE / ARME\nHost: MC GIGAMAN\nVisual show: BRAVE \n🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️ \nBIO:\nNO:ID nasce nel 1991 a Praga e dopo pochi anni si trasferisce in Italia \, precisamente in Toscana.\nTrasferitosi a Bologna propone i suoi set alle varie serate come l’International Drum and Bass Meeting \, Link Dnb Arena \, Southern e altre serate in giro per la penisola.\nNel 2020 entra nella crew internazionale M.I.B. Crew dove sviluppa maggiormente le sue sonorità proprio grazie al confronto e supporto di diverse realtà europee.\nDa quel momento riesce a portare il suo stile fuori dall’Italia in paesi come Repubblica Ceca\, Malta ed altre capitali del continente.\nI suoi set sono un miscuglio di sonorita’ che abbracciano tutti i sottogeneri dnb e non solo \, passa dalla jungle alla neurofunk \, dalla dancefloor alla drum and bass più deep\, liquid e jump up.\nIn questi anni ha avuto modo di affiancare artisti del calibro di Metrik \, Drumsound & Bassline Smith \, Tantrum Desire \, A.M.C. \, AUDIO \, HYBRYD MINDS \, ICICLE e tanti altri. \n🔴  no sexism\, no racism\, no transhomophobia
URL:https://csbruno.org/event/rude-sound-invites-noid/
LOCATION:Centro Sociale Bruno\, Lungadige S. Nicolo'\, 4\, Trento\, 38122\, Italia
CATEGORIES:Appuntamenti,Sabato sera
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