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SUMMARY:"Noi però gli abbiamo fatto le strade" con Francesco Filippi
DESCRIPTION:Presentazione di “Noi però gli abbiamo fatto le strade” con l’autore Francesco Filippi \n📅 Martedì 12 ottobre\n🕔 Apertura alle 19.30\n📍 Centro Sociale Bruno\nPossibilità di cenare a buffet vegan a partire dalle 19.30 (a cura della Biosteria “alla Cuoca Rossa” – da Clara).\ngradita prenotazione con messaggio whatsapp al 338 672 3868 \nIn questo libro Francesco Filippi ripercorre la nostra storia coloniale\, concentrandosi anche sulle conseguenze che ha avuto nella coscienza civile della nazione attraverso la propaganda\, la letteratura e la cultura popolare. L’intento è sempre quello dichiarato nei suoi libri precedenti: fare i conti col nostro passato per comprendere meglio il nostro presente e costruire meglio il futuro. \n«Anche quando\, all’interno del più ampio discorso postcoloniale\, si identificano gli italiani come parte attiva dell’imperialismo bianco e violento\, ci si trincera spesso dietro agli stessi argomenti pensati dagli invasori: di fronte alle brutalità dell’invasione bianca si obietta appunto che “però gli abbiamo costruito le strade…”. Come se queste infrastrutture – peraltro all’epoca utili più agli occupanti che agli occupati – potessero compensare i massacri\, la cancellazione di intere culture e la perdita di indipendenza di milioni di persone.» \nTra i molti temi che infiammano l’arena pubblica del nostro Paese ne manca uno\, pesante come un macigno e gravido di conseguenze evidenti sulla nostra vita qui e ora. Quando in Italia si parla dell’eredità coloniale dell’Europa si punta spesso il dito sull’imperialismo della Gran Bretagna o su quello della Francia\, ma si dimentica volentieri di citare il nostro\, benché il colonialismo italiano sia stato probabilmente il fenomeno più di lunga durata della nostra storia nazionale. Ma è una storia che non amiamo ricordare. Iniziata nel 1882\, con l’acquisto della baia di Assab\, la presenza italiana d’oltremare è infatti formalmente terminata solo il primo luglio del 1960 con l’ultimo ammaina-bandiera a Mogadiscio. Si è trattato dunque di un fenomeno che ha interessato il nostro Paese per ottant’anni\, coinvolgendo il regno d’Italia di epoca liberale\, il ventennio fascista e un buon tratto della Repubblica nel dopoguerra\, con chiare ricadute successive\, fino a oggi. Eppure l’elaborazione collettiva del nostro passato coloniale stenta a decollare; quando il tema fa timidamente capolino nel discorso pubblico viene regolarmente edulcorato e ricompare subito l’eterno mito autoassolutorio degli italiani «brava gente»\, i colonizzatori «buoni»\, persino alieni al razzismo. Siamo quelli che in Africa hanno solo «costruito le strade». Se la ricerca storiografica ha bene indagato il fenomeno coloniale italiano\, a livello di consapevolezza collettiva\, invece\, ben poco sappiamo delle nazioni che abbiamo conquistato con la forza e ancora meno delle atroci violenze che abbiamo usato nei loro confronti nell’arco di decenni.
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SUMMARY:Trento con Mimmo Lucano\, complici di umanità
DESCRIPTION:TRENTO CON MIMMO LUCANO.\nCOMPLICI DI UMANITÀ \nIN PIAZZA PER I DIRITTI E L’ACCOGLIENZA \nVENERDÌ 15 OTTOBRE ORE 18 – PIAZZA DUOMO \nNon c’è giustizia nella sentenza politica che ha colpito Domenico Lucano.\nNon è possibile restare in silenzio. \nSabato 2 ottobre ci siamo riuniti una prima volta – in più di 150 persone\, di ogni età e appartenenza – in largo Pigarelli a Trento per rendere visibile la solidarietà e la vicinanza a Lucano. Ai presenti si sono uniti i rappresentanti di alcune organizzazioni solidali che per il loro operato subiscono quotidiani attacchi e vengono addirittura criminalizzate dalle stesse istituzioni che dovrebbero sostenerle.\nMimmo Lucano viene colpito quale simbolo di un discorso sulle migrazioni e sull’accoglienza che è evidentemente e diametralmente opposto a quello della maggior parte delle forze politiche. \nIl ‘modello’ Riace è nato e cresciuto su valori etici saldi e per questo è stato riconosciuto a livello internazionale.\nRiace è un modello perché ha scelto l’accoglienza dignitosa e l’inclusione invece del business e del confinamento/esclusione.\nÈ un modello perché ha tutelato i diritti delle persone e non ne ha permesso lo sfruttamento.\nÈ un modello perché ha puntato sulla convivenza\, sullo scambio e sul rispetto reciproco\, ed è successo che grazie a questo un borgo abbandonato è tornato alla vita.\nEcco perché bisogna difenderlo e farlo nostro. \nMentre i governi di qualsiasi colore politico hanno sottoscritto accordi con i torturatori libici\, approvato leggi per rendere più complicato il soggiorno regolare\, costruito centri di detenzione\, lasciato morire in mare migliaia di persone\, attaccato le esperienze “dal basso” di solidarietà\, Lucano e la sua comunità hanno dimostrato quale possa essere un presente possibile e giusto per l’Italia intera. \nPer questo siamo complici di Mimmo Lucano e non riconosciamo una sentenza che lo ha condannato equiparandolo ad un criminale. \nSaremo nuovamente in piazza anche per le oltre 100 persone che a Trento sono obbligate a vivere all’addiaccio per la mancanza di alloggi a prezzi calmierati e servizi adeguati. Buona parte di loro sono state allontanate senza alcuna proposta alternativa da un sistema di accoglienza provinciale smantellato dal razzismo leghista. \nCi sono più di 40 richiedenti asilo arrivati dalla rotta balcanica che dopo aver subito violenze e privazioni ora si trovano costretti a vivere sotto i ponti morsicati dai topi. \nQuestura\, Commissariato del Governo e Provincia li lasciano volutamente nell’invisibilità\, creando attesa e sofferenze a persone che hanno il diritto ad essere immediatamente accolte.\nTutto questo è inaccettabile! \nInvitiamo tutta la cittadinanza a unirsi a noi venerdì 15 ottobre ad ore 18 in piazza Duomo. \nLa manifestazione è organizzata dal Gruppo Trento con Mimmo Lucano. \n—\nAdesioni (in ordine alfabetico): \nAnpi del Trentino\nAssemblea Antirazzista Trento\nAssociazione AltraStrada\nCentro sociale Bruno\nCoordinamento studentesco Trento\nEuropa Verde Trentino\nFutura\, solidarietà e partecipazione\nGiolli Cooperativa sociale\nGiovani Democratici\nGruppo speriment-azioni TdO Trento\nIl Gioco degli Specchi\nLega Pasi Battisti\nMediterranea Trento\nRete degli studenti medi di Trento\nRifondazione comunista\nSinistra Italiana del Trentino\nUDU Trento – Unione Degli Universitari di Trento \nPer aderire scrivi un commento nell’evento.
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SUMMARY:Presentazione di Ippoasi e proiezione di Gunda
DESCRIPTION:📅 Venerdì 15 ottobre\n🕔 Apertura alle 19.30 con possibilità di cenare a buffet vegan (a cura della Biosteria “alla Cuoca Rossa” – da Clara).\n📍 Centro Sociale Bruno \nCena a cura della Biosteria alla cuoca Rossa\nIl ricavato della serata andrà a sostegno delle spese legali della campagna #stopcasteller \nIPPOASI è un’associazione di volontariato\, un rifugio per animali di ogni specie\, spazio sociale\, laboratorio di convivenza\, resistenza e solidarietà reciproca all’interno del Parco di San Rossore\, vicino a Pisa\, ed è gestita da un entusiastico e appassionato gruppo di volontarie e volontari provenienti da tutta Italia e dal resto del mondo. Tutti gli animali che abitano ad Ippoasi sono veri e propri rifugiati\, che hanno sopportato tremende sofferenze e si sono sottratti da condizioni di difficoltà e morte certa. Nel suo terreno di quasi 4 ettari\, Ippoasi fornisce finalmente loro un rifugio sicuro\, dove possano vivere liberamente. L’obiettivo principale che ci poniamo è quello di offrire agli animali rifugiati un’esistenza il più naturale e serena possibile\, tenendoli lontani da qualsiasi tipo di utilizzo o abuso. Essi vivono in pace e ognuno di loro riceve il profondo rispetto che merita\, in quanto essere senziente\, soggetto politico\, persona. Durante i fine settimana accogliamo visitatrici e visitatori un po’ da tutto il mondo\, per accompagnarli in osservazioni guidate del Rifugio e dando loro l’occasione di conoscerne gli abitanti. Ci rivolgiamo anche ad asili e scuole di diverso ordine e grado\, con offerte didattiche studiate ad hoc. Siamo da anni attiv* nel sociale e ospitiamo come volontari* persone dal trascorso difficile\, grazie a convenzioni con enti\, cooperative e case famiglia. Ogni anno diamo il benvenuto a numeros@ volontari@ che ci sono di grande aiuto per periodi di breve o lungo termine. Ippoasi è finanziata esclusivamente grazie alle donazioni private. Il nostro lavoro non è sostenuto da alcun ente e non percepisce sovvenzioni pubbliche. \nGUNDA – Documentario – Norvegia\, USA\, 2020\, durata 93 minuti “In direzione contraria al sistematico processo disneyano di antropomorfizzazione degli animali\, Gunda lavora sulla loro innata\, strutturale espressività.” Gunda è il nome che il documentarista di Leningrado Viktor Kossalovsky attribuisce col titolo al suino che conosciamo nelle prime inquadrature. Il film non ha didascalie\, voce over introduttiva o esplicativa che forniscano alcun dato allo spettatore. Sgombro anche da musica e dialoghi\, il film registra ed esalta i grugniti dei suini\, il chiocciare delle pennute\, il muggito dei bovini. Sparuti rumori lontani di fondo\, per lo più di insetti\, tra fango e paglia. Non ci sono umani\, né in campo né fuori campo\, e per un preciso motivo: riconsegnare agli animali l’identità da primattori che loro spetta e che gli è ancora negata.
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SUMMARY:Non siamo nat@ ieri
DESCRIPTION:Non siamo nat@ ieri\nPresentazione performativa di due libri aventi come soggetto la storia vera di due persone “proto-trans”\nA cura di Egon Botteghi: attivista\, performer e ricercatore indipendente transessuale \nL’esperienza della transizione da donna a uomo\, esperienza meno conosciuta rispetto a quella da uomo a donna\, e che nel nostro linguaggio attuale occidentale è indicata con l’acronimo FtM (female to male) non nasce improvvisamente nel 1900 con le operazioni di cambio sesso e le terapie ormonali sostitutive\, bensì ha origini antichissime.\nPer combattere lo stigma e dare più strumenti alle persone trans per difendersi dalla violenza sociale può essere importante divulgare storie di persone che noi definiremmo trans vissute prima del 1900\, prima quindi dell’invenzione della categoria “transessuale” da parte delle discipline mediche\, psichiatriche e sociali.\nA questo scopo in questa attività verranno presentate\, tramite letture drammatizzate e successiva discussione in merito\, due storie di “uomini trans” vissut@ rispettivamente nel 1600 e nel 1800 e che sono giunte fino a noi attraverso la pubblicazione di loro autobiografie e biografie: Caterina Vizzani alias Giovanni Bordoni e Eugenia Falleni alias Henry Crawford.\nQuesta presentazione si avvale dello studio di testi\, alcuni di recente pubblicazione\, intorno alle biografia delle suddette persone (vedi ad esempio Marzio Bargagli\, “Storia di Caterina che per ott’anni vestì abiti da uomo”\, Il Mulino 2014\, Simona Baldelli “La vita a Rovescio” Giunti 2016\, Suzanna Falkiner: “Eugenia\, storia di un uomo” il canneto\, 2018 )\nLa ricerca sui testi\, la creazione della drammaturgia e della presentazione e la facilitazione della discussione sarà a cura di: Egon Botteghi\, attivista\, performer e ricercatore indipendente transessuale
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SUMMARY:Reconnection #FireEdition | 22 Ottobre
DESCRIPTION:🗓 Venerdì 22 ottobre\n⏰ Dalle 20\n📍 Centro Sociale Bruno \nRitorna Reconnection\, l’appuntamento settimanale con buona musica e socialità.\nRitorna Reconnection in veste autunnale per allietare queste ultime serate tiepide di autunno\nQuesto venerdì: Tarant Attack e Yardie Groove \nATTENZIONE:\nLa tutela della salute di tutte le persone che attraversano il nostro spazio ha la priorità assoluta\, pertanto:\n🍃La serata si svolgerà esclusivamente nello spazio esterno\n🤒Se presenti sintomi influenzali – tosse\, raffreddore\, febbre\, ecc – resta a casa al calduccio: ci vedremo un’altra volta\n🤝Distanziamento fisico\, avvicinamento sociale!\n🧴Utilizza il dispenser contenente il gel igienizzante che troverai all’ingresso e in giro per lo spazio\n🤟Buonsenso\nPer il resto\, come sempre : no sexism – no racism – no transomophobia
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SUMMARY:Reconnection #FireEdition | 29 Ottobre
DESCRIPTION:🗓 Venerdì 29 ottobre\n⏰ Dalle 20\n📍 Centro Sociale Bruno \nRitorna Reconnection\, l’appuntamento settimanale con buona musica e socialità.\nRitorna Reconnection in veste autunnale per allietare queste ultime serate tiepide di autunno\nQuesto venerdì: 80’s House e Lo-Fi selection by Ciarpame \nPizzeria aperta dalle 19.00 \nATTENZIONE:\nLa tutela della salute di tutte le persone che attraversano il nostro spazio ha la priorità assoluta\, pertanto:\n🍃La serata si svolgerà esclusivamente nello spazio esterno\n🤒Se presenti sintomi influenzali – tosse\, raffreddore\, febbre\, ecc – resta a casa al calduccio: ci vedremo un’altra volta\n🤝Distanziamento fisico\, avvicinamento sociale!\n🧴Utilizza il dispenser contenente il gel igienizzante che troverai all’ingresso e in giro per lo spazio\n🤟Buonsenso\nPer il resto\, come sempre : no sexism – no racism – no transomophobia
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