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SUMMARY:POETRY SPAM vol. 2 | Parole ad alta voce\, contro le barbarie
DESCRIPTION:POETRY SPAM vol. 2\nParole ad alta voce\, contro le barbarie\nTorna al Centro Sociale Bruno il Trento Poetry Slam in una veste inedita. Una raccolta di letture\, canzoni senza ritornello\, performance per corpo e voce per lanciare un urlo contro la barbarie.\nInfo e iscrizioni: info@trentopoetryslam.it\n DOVE:\nCentro Sociale Bruno\nLungadige San Nicolò 4 (TRENTO)\n QUANDO:\nDomenica 26 marzo 2023\n– 17:30: Apertura con aperitivo\, cicchetti e taglieri di formaggi misti\n– 18:30: SI COMINCIA!\n(Free entry)
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SUMMARY:Rude Sound Invites: Mother Inc. & Ardimann MC
DESCRIPTION: Sabato 25 Marzo\n h 22.00\nCentro Sociale Bruno\nNuovo anno\, nuovi amici e nuovo concept: RUDE SOUND INVITES\, il party dedicato alla musica drum&bass a Trento!\nTerzo appuntamento\, nuovi ospiti\, questa volta tocca a delle leggende made in Italy: Mother Inc. & Ardimann MC.\n\n>> MOTHER INC. & ARDIMANN MC\n(This Is Dnb)\n>> Rude Sound residents:\nFRAME b2b MAGNO / BASE / TOAST\nHost: MC GIGAMAN\nVisual show: BRAVE\n\nMOTHER INC. BIO:\nProgetto nato a Lecco nel 1997 “…in quel ramo del lago di Como”\, dopo i primi mitici party sulle spiagge dell’ostello La Vespa di Domaso\, Mother Inc. si sposta a Milano\, dopo una parentesi come resident del Maffia di Reggio Emilia\, animando dal 2005 i party “This is dnb!” al Magnolia\, alternando la consolle con innumerevoli guest internazionali\, andando a scovare sempre artisti all’avanguardia per cercar di diffondere il loro credo\, ovvero la cultura del party: Club Culture.\nLe selezioni di\, Tode\, DJ Vidya\, Svan\, Mike V e la voce di Ardimann MC (vincitore del primo “italian Mc contest” al Maffia nel 2004) sono l’anima del collettivo che\, dopo una parentesi di 2 stagioni con il programma Lifegate Groove su Lifegate Radio\, si è avvicinato al suono grasso del Dubstep\, tant’è che nel novembre 2008 sono usciti con il loro primo singolo dubstep in vinile\, sull’ omonima etichetta Mother Inc. Sound Rec. All’attivo uscite e remix per svariate etichette tra cui il remix de “Il Diluvio” dei Subsonica uscito per EMI.\nNel 2012 nascono due progetti paralleli: F-Other incentrato sulle sonorità bass e Uk garage/house usciti sulla label di casa Other Sound Rec. e Kiu D progetto solista di DJ Vidya dedicato alle sonorità nu disco/house funky che sta riscuotendo un’ottimo successo internazionale!\nNel corso di tutti questi anni di attività\, il collettivo ha scaldato i dancefloor dei migliori club italiani e non\, così come innumerevoli partecipazioni a Festival Italiani ed Europei\nDal 2019 torna il radioshow “Inner Vibes”!\nOriginariamente proposto dal 1998 al 2002 con le selezioni di Tode e la voce di Ardimann\, sulle frequenze di Rete 104\, va ora in onda con un podcast mensile sulla web radio milanese Mondonero.org il secondo lunedì del mese.\nLo stesso Ardimann potete ascoltarlo ogni primo lunedì del mese sulla storica Radio Kool London FM\nStay tuned for more fun!!!\nhttps://www.facebook.com/WEARE.MOTHER.INC\nhttps://www.facebook.com/thisisdnb\nhttps://www.instagram.com/motherincdnb/\nhttps://motherinc.net/\nhttps://soundcloud.com/mother-inc-sound\nFOLLOW RUDE SOUND:\nIG: https://instagram.com/rude.sound\nFB: https://facebook.com/rude.sound\nRispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano\n No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia 
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SUMMARY:Presentazione graphic novel: “Ismael e gli altri. Una storia di migrazione e caporalato“
DESCRIPTION:SABATO 25 MARZO \nCentro Sociale Bruno  –  Lungadige San Nicolò 4 (Trento) \nPresentazione del graphic novel: “Ismael e gli altri. Una storia di migrazione e caporalato”. \n\nApertura alle 17.00 con aperitivo e cicchetti\nInizio presentazione ore 17.30\n\nSaranno presente gli autori e un rappresentante di ADL Cobas \nAcquista il libro\, sostieni gli autori! \nLo scorso maggio la Procura di Padova ha chiesto 12 rinvii a giudizio per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro che hanno visto al centro la Bm Service di Trento in relazione all’impiego di manodopera straniera nelle aziende padovane Grafica Veneta Spa e di Trebaseleghe e Barizza International Srl di Loreggia. Un’inchiesta avviata luglio 2021 aveva portato agli arresti di 11 persone\, indagate per caporalato nei confronti di 11 lavoratori pakistani\, assunti dalla società trentina. I titolari erano accusati di sfruttare e picchiare gli operai\, costringendoli\, senza alcuna indennità\, a turni di 12 ore al giorno. \nIl graphic novel “Ismael e gli altri. Una storia di migrazione e caporalato“\, uscito in libreria il 17 febbraio per BeccoGiallo Editore\, racconta la vicenda di caporalato che hanno visto protagonisti i territori del Nord-Est. Storie che i media mainstream tendono a evitare\, perché tracciano un filo inconfessabile tra criminalità e imprenditoria. Realizzato in collaborazione con l’ADL Cobas\, è prima di tutto un’inchiesta\, che si pone l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione su alcuni degli aspetti più vergognosi del mondo del lavoro contemporaneo. \nLo scrivere\, il narrare\, il discutere di migranti come di caporalato ha un andamento carsico. \nSono argomenti che affiorano e spariscono in concomitanza\, purtroppo\, degli interessi politici del momento. Il caporalato è presente oggi in ogni settore produttivo del Paese ed è una costante nel mondo dei migranti.\nLo abbiamo appreso dalle cronache dello sfruttamento dei migranti nella raccolta delle arance in Calabria e Sicilia\, dei pomodori in Puglia\, degli ortaggi in Veneto\, nelle aziende tessili a Prato e in quelle della cantieristica navale a Marghera e Monfalcone\, fino al noto caso della tipografia Grafica Veneta. \nIl caporalato si insinua agevolmente in una legislazione sul lavoro a maglie troppo larghe. \nLa prefazione di Massimo Carlotto\nIsmael e gli altri racconta una storia di caporalato. Il termine riporta al passato e ai campi del meridione\, ma in realtà accade tutt’oggi nell’operoso e opulento nord Italia. E non solo nelle campagne ma anche in moderne aziende\, considerate dai politici e dalle organizzazioni di categoria fiore all’occhiello dell’imprenditoria locale. \nL’illegalità nel mondo del lavoro non è più rappresentata da eventi sporadici ma dalla presenza a ogni livello di forme di criminalità\, spesso organizzata. Dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti\, dal riciclaggio come forma di investimento in attività «pulite» alla costruzione di rapporti stabili con la finanza e la politica. \nLe culture mafiose\, italiane ed estere\, hanno deciso da tempo di diventare partner economici «accettabili e affidabili»\, pronte a fornire quei servizi illegali in grado di garantire profitti sempre più alti. Il caporalato dei giorni d’oggi deve essere considerato come un’articolazione dell’agire criminale per offrire forza lavoro in stato di semi schiavitù. \nProprio da questa consapevolezza dovrebbe iniziare una nuova narrazione capace di raccontare la relazione tra crimine e società. I media\, ma anche la cultura nel suo complesso\, continuano a evitare questa lettura perché significherebbe denunciare e mettere in discussione la società in cui viviamo a partire dal sistema economico. Al contrario il messaggio corrente continua a riproporre una visione individuale del crimine e per quanto riguarda le mafie\, viene suggerita la rimozione della pericolosità attraverso una narrazione obsoleta. Manca soprattutto uno sguardo lucido sulle complicità e cioè su quella parte di imprenditori che accettano di usufruire dei servizi offerti dalla criminalità e quando vengono scoperti fingono di ignorare la vera natura dell’interlocutore. \nQuesto Graphic Novel\, giustamente pubblicato nella bella e importante collana Graphic Journalism di Becco Giallo\, casa editrice abituata a maneggiare la realtà e storie negate o scomode attraverso il fumetto\, rovescia il punto di vista\, squarcia il velo dell’ipocrisia. Nel momento in cui sempre di più il mondo culturale italiano\, con lo scopo evidente di isolare ed esorcizzare il conflitto\, si dimostra lontano e incapace di comprendere il lavoro\, le contraddizioni\, lo sfruttamento e l’assenza di diritti che lo contraddistinguono\, ne riafferma la centralità. \nUna solida sceneggiatura e un tratto potente e classico raccontano una storia di emigrazione\, di speranze deluse e tradite\, di sfruttamento e violenza\, mettendo in evidenza la protervia e il cinismo del potere\, dei padroni come si diceva un tempo. Ma anche la solidarietà tra sfruttati\, l’importanza della rappresentanza sindacale\, delle lotte. Conquiste e sconfitte. \nQuesto lavoro si iscrive a pieno titolo in quel filone emergente in Italia denominato Creative non fiction e Working Class che intende sviluppare una narrativa «altra»\, in grado di diventare strumento di conoscenza\, di analisi e di opposizione. \nL’idea del libro nasce infatti da Beppi Zambon\, che ha curato la sceneggiatura e Paolo de Marchi che ha realizzato le tavole\, esordienti nel mondo del Graphic Novel ma da sempre all’interno dei movimenti sindacali e di lotta. Una produzione che parte dal basso\, che individua nel fumetto il mezzo più adatto per raccontare con chiarezza una storia complessa\, che coinvolge altre figure per curare gli aspetti dell’analisi. \nDue straordinari esordienti\, bisogna sottolineare. Quando ho visionato il progetto per la prima volta\, ero convinto di trovarmi di fronte a due professionisti. La qualità artistica è garantita\, come quella del necessario approfondimento delle postfazioni. \nLe vicende legate al caporalato nel Nordest erano diventate notizia a livello nazionale\, l’evoluzione e la narrazione ufficiale rischiavano di disperderne la memoria e svalutarne l’importanza. Ismael e gli altri non lo permette. Anzi\, rilancia il tema come è giusto che sia. \nQuesto progetto non deve rimanere un caso isolato. Beppi e Paolo devono continuare a sviluppare il loro sodalizio artistico non solo perché ci sono altre lotte\, altre esperienze da raccontare\, ma soprattutto perché la narrazione dal basso è un processo ineludibile per la creazione di una cultura di appartenenza che privilegi la realtà del lavoro\, in grado di dare voce e identità ai lavoratori  per la conquista e la salvaguardia dei loro diritti. \n*Massimo Carlotto è tra gli scrittori italiani uno di quelli che con maggiore consapevolezza ha usato il noir come genere capace di raccontare le trasformazioni\, anche nascoste\, della società.
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DESCRIPTION:La ragazza di Bube di Luigi Comencini | Italia\, 1963 |b/n |111’ \nToscana 1945: il partigiano Bube uccide un maresciallo fascista e suo figlio e viene ricercato. Cosa farà Mara\, la sua compagna? Film pluripremiato\, tratto dal romanzo omonimo di Carlo Cassola. \nApertura ore 20.00 inizio proiezione ore 21.00. Ingresso libero
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DESCRIPTION:📅 Sabato 18 Marzo 2023\n📌Centro Sociale Bruno (Tn)\nDancehall Attack #8 con:\n🔥🔥🔥 Tarant Attack Sound – 100% vinyls (formazione completa) 🔥🔥🔥\nRispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano\n🚫 No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia\n.\nFOLLOW US ON:\nTELEGRAM: https://t.me/csbruno\nSITO: csbruno.org\nTWITTER: https://twitter.com/csabruno\nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/centro_sociale_bruno/\n___________________________________________\nBIO\nTARANT ATTACK\nIl Tarant attack nasce nel 2001 da un idea di Andra selecta (già appassionato e collezionista di dischi dal 1996) insieme a Sergent Dalo e Mr Frank.\nA causa di problemi lavorativi quest´ultimi due abbandonarono il sound e nel 2002 c´è la fusione con la Cheval Sound Machine (Sugar Mino and Cheval operativi anche loro da anni).\nIl sound ha come scopo principale la diffusione di reggae vibes\, cercando sempre nelle danz di proporre selezioni accurate per far divertire la massive; ecco perché la ricerca dei 45giri\, frutto di anni di maniacale collezionismo che va dal reggae al raggamuffin\, al digital style fino al bashment.\nA completare il tutto una dubplate molto accurata e la verve di Sugar Mino al mic. Tante sono state le collaborazioni ed i progetti realizzati da solo o con i vari sound e singers della penisola es. High grade\, Chatter Box e vari artisti jamaicani (Freddie Mcgregor\, Dally Ranks\, Chino\, Chuck Fender\, Morgan Heritage\, Junior Kelly\, Warrior King & General Levy)\, Bass Odyssey\, Sentinel\, Boomdabash\, Sud Sound System\, Sisma Sound\, Fido Guido\, Zakalicious\, Krikka reggae\, Kianka town & Mama Marjas\, Don Ciccio\, Papa Riky\, Moddy\, Paolino Mad kid\, Dj Lugi\, Kaos\, Dj Trix\, Maddawg\, Virtus\, U Rob\, Lion D\, Labo sound\, Shanty Crew\, Pipeline\, I Tress\, Bom Chilom\, Gal Dem\, Calabash\, Bombogyal\, Raggae meridional crew\, Anansi\, Rebel Rootz\, Bang Bass\, Kaya Sound\, Dreadlion\, Tn Tsound\, Into the Groove e tanti altri sound…big up!!!\nVincitore nel 2003 al Tnt di Perugia e nel 2005 del SouthClash a Bari.\nInfine il Tarant Attack ha proposto per molti anni una trasmissione radio\, il “Babylon by Bass”.\nPeace and love!
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DESCRIPTION:Gli sbandati di Francesco Maselli | Italia\, 1955 |b/n |75’ \n1943: ragazzi di buona famiglia\, sfollati in campagna\, accolgo profughi contadini nella loro villa e si trovano di fronte a una scelta…. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:Proiezione "The Loud Spring" e dibattito con la regista
DESCRIPTION:THE LOUD SPRING\nDomenica 12 Marzo 2023 – Cinemafutura – Centro Sociale Bruno \nProiezione del film documentario The Loud Spring (La primavera rumorosa). A seguire dibattito con la regista Johanna Schellhagen. \n\nOre 17.00: Apertura con aperitivo e stuzzichini\nOre 18.00: Inizio proiezione\n\nThe Loud Spring si chiede cosa sia necessario fare per arginare la barbarie\, il caos e la\nfame di massa nella catastrofe climatica in corso. Il film è stato realizzato da labournet.tv\,\ncollettivo femminile e femminista con sede a Berlino che produce e raccoglie filmati sugli scioperi e sulle condizioni di lavoro in tutto il mondo\, mettendoli a disposizione sulla propria piattaforma\nonline. Labournet.tv è quindi un archivio audiovisivo delle lotte sindacali attuali e storiche\nche rende accessibili queste importanti esperienze di solidarietà e potere organizzativo.\nA livello visivo\, The Loud Spring lavora con un mix stilistico coinvolgente di filmati documentaristici e animazioni. Queste ultime sono realizzate dal noto artista di Graphic Novel Lee Lai. \nProiezione in lingua originale (tedesco e inglese) con sottotitoli in italiano. \nTRAILER: https://en.labournet.tv/loud-spring-release-trailer \nSinossi:\nDall’inizio delle conferenze sul clima delle Nazioni Unite nel 1992\, le emissioni annuali di\nCO2 non sono diminuite\, ma sono aumentate del 60%. Perché? Come potrebbe essere una\nsocietà in grado di frenare il cambiamento climatico?\nNel movimento per il clima si sta diffondendo la consapevolezza che il capitalismo e la\ndifesa del clima sono incompatibili\, ma non c’è un’idea di come si possa cambiare il sistema. The Loud Spring delinea come potrebbe essere il cambiamento profondo di cui abbiamo bisogno.\nIn una situazione in cui la consapevolezza pubblica delle drastiche conseguenze del cambiamento climatico sta crescendo rapidamente\, il film richiama l’attenzione sull’elefante\nnella stanza: da dove viene il potere politico per cambiare effettivamente le cose?
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DESCRIPTION:La lunga notte del 43 di Florestano Vancini | Italia\, 1960 |b/n |100’ \nFerrara\,1943: dopo l’uccisione di un gerarca\, per rappresaglia i fascisti fucilano 11 civili…come reagisce la borghesia cittadina? Film premiato al festival di Venezia come opera prima\, tratto da un racconto di G. Bassani. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:Neon Night Techno Party / Season #6
DESCRIPTION:Neon Night Techno Party / Season #6\n• Lady Maru – resident @Gegen Berlin\nhttps://www.instagram.com/ladymaru/\n• Roby M Rage – resident @Neon Night\nhttps://www.instagram.com/robymrage\n• Nexus Soundsystem – Squupa B2B Parasexx\nhttps://www.instagram.com/sistema.nexus\n\nCome sempre:\nyes love\nyes peace\nyes kindness\nno sexism\nno racism\nno transhomophobia
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SUMMARY:Basta morti in mare. Presidio sabato 4 marzo ore 17 in piazza Pasi a Trento
DESCRIPTION:Il naufragio di Crotone è una strage di Stato\nBasta morti in mare\, basta criminalizzazione del soccorso!\nLibertà di movimento per tutti e tutte!\nPresidio in Piazza Pasi\nSabato 4 marzo dalle ore 17.00 \nNon possiamo accettare che a poche bracciate dalle coste italiane e nel Mar Mediterraneo si continui a morire. Non possiamo stare in silenzio di fronte all’ennesima ecatombe che poteva essere evitata. \nLa strage di domenica 26 febbraio 2023 è stata determinata dal ritardo dei soccorsi: un ritardo cinicamente voluto\, politicamente voluto.\nLe persone potevano essere salvate se si fossero attivate con tempestività le operazioni di soccorso. L’imbarcazione era stata segnalata da Frontex ben prima del naufragio nello Jonio; le autorità non si sono mosse nonostante le condizioni meteo e la presenza di circa 200 persone a bordo.\nE’ cosa nota che da almeno tre anni la rotta verso le coste calabresi è una delle più battute e che nel corso del 2022 sono approdate in Calabria oltre 18.000 persone. Forse il Governo italiano non ne era informato? \nLungi dal riconoscere qualsiasi tipo di corresponsabilità\, il governo ha invece spostato l’attenzione contro i trafficanti e gli scafisti e ha ribadito la necessità di bloccare le partenze\, ribadendo la retorica imposta dall’Unione Europea. \nQuesta tragedia è la diretta conseguenza di politiche sull’immigrazione incentrate esclusivamente nell’ostacolare e impedire la libertà di movimento delle persone. Questa politica ideologicamente anti-migrazione arriva a criminalizzare ogni atto di solidarietà ed il soccorso civile\, questa politica vuole produrre morte e sofferenza\, costringendo le persone\, nel momento in cui si nega il diritto alla mobilità\, a intraprendere viaggi sempre più pericolosi o doversi rivolgere a trafficanti e scafisti. \nLa narrazione ribaltata del Governo va smascherata\, e ribadita la verità: Piantedosi\, Salvini e Meloni avete la piena responsabilità\, politica e umana\, di questo naufragio di Stato!\nCause ed effetti non possono essere ribaltati a piacimento. Avete emesso una condanna a morte\, l’avete attuata mediante omissione di soccorso: assassini! \nSono passati quasi 10 anni dal 3 ottobre 2013\, quando un barcone naufragò a poche miglia da Lampedusa provocando la morte di 368 persone. Nel frattempo oltre 20mila persone hanno perso la vita sulla rotta del Mediterraneo centrale. Ma nulla si è fatto per prevenire questo genocidio. \nLe politiche italiane ed europee non hanno proposto alcunché: non sono stati aperti né canali umanitari di un certo impatto numerico\, né vie legali e sicure per agevolare la mobilità umana\, né tantomeno si sono poste il problema di aprire vere iniziative di cooperazione internazionale per rendere vivibili aree del Pianeta cui guardiamo\, dal nostro “mondo occidentale sviluppato”\, solo come grandi riserve minerarie\, o di cui ignoriamo profondamente le condizioni di guerra\, o di devastazione ambientale.\nAl contrario: governi ed UE siglano accordi con dittature sanguinarie\, finanziano con miliardi di euro muri e barriere e pozzi petroliferi\, inviano equipaggiamenti militari e mezzi a milizie irregolari per controllare territori densi di ricchezze o per esternalizzare le frontiere europee\, respingere e bloccare le persone in campi di detenzione. \nCercando in Europa un luogo dove vivere in serenità\, le persone devono rischiare la vita\, chi sopravvive porterà indelebili sul corpo e nella mente i segni della violenza dei confini\, quasi un rito iniziatico per introiettare le gerarchie di questa società ed essere funzionali al sistema di produzione e sfruttamento. \nChe arrivino dall’Afghanistan\, dalla Nigeria o dall’Ucraina: APRIRE I CONFINI\, DOCUMENTI SUBITO! \nChiediamo che siano lasciate aperte le vie sicure per arrivare in Italia e in Europa: prendere un aereo o una nave non può essere un privilegio legato solo al passaporto che si possiede!\nChiediamo immediatamente l’estensione della direttiva n. 55/2001 dell’UE\, la stessa che è stata applicata per le persone in fuga dall’Ucraina\, a chi chiede protezione.\nChiediamo immediatamente documenti per chi si trova nel territorio europeo\, da Lesbo all’Italia.\nChiediamo immediatamente la libertà di navigare per ogni nave dedita al salvataggio delle persone nel Mediterraneo.
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SUMMARY:cinenamfutura: Tamara figlia della Steppa di Jacques Tourneur
DESCRIPTION:Tamara figlia della Steppa Days of Glory di Jacques Tourneur |USA\, 1944 | b/n |81’ \nUna ballerina del Bolscioj si unisce ai partigiani. Uno dei pochi film di Hollywood che in nome della comune causa antinazista rende omaggio agli alleati sovietici. Gregory Peck al suo debutto. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:Rude Sound Invites: WAS A BE
DESCRIPTION:📅 Sabato 25 febbraio\n🕦 h 22.00\n📌 Centro Sociale Bruno\nNuovo anno\, nuovi amici e nuovo concept: RUDE SOUND INVITES\, il party dedicato alla musica drum&bass a Trento!\nSecondo ospite sarà nientemeno che WAS A BE\, un nome molto noto nella scena drum&bass nazionale e internazionale! \n🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️\n>> WAS A BE\n(Critical/Shogun/Guidance)\n>> Rude Sound residents:\nFRAME b2b MAGNO / BASE\nHost: MC GIGAMAN\nVisual show: BRAVE\n🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️\nWAS A BE BIO:\nDa anni nella scena\, non ha bisogno di presentazioni.\nAll’attivo uscite su etichette come CRITICAL MUSIC di Kasra\, SHOGUN AUDIO di Friction e GUIDANCE\, per citarne alcune. Ha inoltre suonato in innumerevoli club del nord Europa condividendo il palco con artisti come Pendulum\, Noisia\, dj Guv\, Friction\, QZB e molti altri. \nRispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano\n🚫 No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia\n.\n\,\n.\nFOLLOW US ON:\nTELEGRAM: https://t.me/csbruno\nSITO: csbruno.org\nTWITTER: https://twitter.com/csabruno\nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/centro_sociale_bruno/
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SUMMARY:Sosteniamo la Mezzaluna Rossa Kurdistan // Presentazione de "La montagna sola" e cena sociale benefit
DESCRIPTION:Sabato 25 febbraio\n Centro Sociale Bruno – Lungadige San Nicolò 4 (Trento)\nSosteniamo la Mezzaluna Rossa Kurdistan\nPresentazione de “La montagna sola” e cena sociale benefit\n\nPROGRAMMA\n Ore 17.30: Apertura con aperitivo\n📚 Ore 18.00: Presentazione de “La montagna sola. Gli ezidi e l’autonomia democratica di Sengal” (Alegre) con le autrici Chiara Cruciati e Rojbin Beritan\,\n👩‍🍳 Ore 20\,00: Cena sociale\nPiatto unico: Şorba Niska\, Hummus\, pita e falafel di ceci. Prenotazione obbligatoria\, inviare un messaggio al 347 5665953 entro venerdì 24 febbraio ore 12.00.  Costo 20€ bibita o birra inclusa.\nTutto il ricavato verrà devoluto alla Mezzaluna Rossa Kurdistan impegnata nelle operazioni di soccorso sul campo\n\n Ore 22.00. Rude Sound Invites: WAS A BE\n\n\n\n\n\n\nMentre continua a crescere il numero delle vittime del terremoto che ha colpito una vasta area al confine tra Turchia e Siria\, il ruolo della solidarietà internazionale diventa fondamentale.\nPer far fronte ad una tragedia di queste dimensioni\, e per permettere a chi si è salvato di trovare un minimo di conforto\, è fondamentale continuare a sostenere le iniziative di attivazione popolare ed internazionalista che si sono messe in moto sin dalle prime ore.\n\n\nPurtroppo la regione ha sperimentato\, nell’ultimo decennio\, diverse crisi umanitarie dovute soprattutto alla guerra in Siria e al conseguente movimento delle persone in fuga da essa\, creando però delle risposte sul campo che ben hanno saputo far fronte a queste emergenze.\nQuanto è vero che sia il regime siriano che quello turco hanno usato a piacimento questo contesto politico-sociale per consolidare il proprio potere\, è altresì vero che dal basso si è creata una rete di mutuo aiuto che\, in casi come quello del terremoto dei giorni scorsi\, può attivarsi e rendersi protagonista dell’aiuto umanitario.\n\n\nPer questo crediamo sia fondamentale continuare a sostenere materialmente la Mezzaluna Rossa Curda\, non per “partito preso” ma perché siamo sicuri che le donazioni si trasformino in veri aiuti ed effettivamente arrivino a destinazione.\n\n\nNon pensiamo nemmeno lontanamente che i canali e gli enti governativi turchi e siriani siano il mezzo per garantire il soccorso delle popolazioni colpite\, essendo anch’essi complici di questa immane tragedia. Lo dimostrano i ripetuti tentativi governativi di bloccare i convogli per sequestrarne gli aiuti\, come denunciato i giorni scorsi dalla Mezzaluna ad Aleppo della Mezzaluna ad Aleppo.\n\n\nGli aiuti umanitari non si possono bloccare per ragioni politiche.\n\n\n\n“La montagna sola”\, con Chiara Cruciati e Rojbin Beritan\n❓ Chi sono gli ezidi? Perché il loro nome è diventato noto nel 2014\, dopo il massacro subito dall’ISIS?\nPresentazione de “La montagna sola. Gli ezidi e l’autonomia democratica di Sengal” (Alegre) con le autrici Chiara Cruciati e Rojbin Beritan \n🗣️ Di loro si è sempre saputo pochissimo – anche per l’assenza di testi scritti dovuta a un ferreo ricorso alla tradizione orale. Il popolo ezida è stato preso come esempio della brutalità dello Stato islamico e usato per giustificare l’intervento militare occidentale\, relegando gli ezidi al ruolo di vittime senza speranza né capacità di pensiero politico. “La montagna sola” (Alegre) ne ricostruisce la storia millenaria\, la cultura e la religione\, e ne riporta la voce diretta raccolta dalle autrici nei loro viaggi a Sengal\, di cui uno compiuto insieme a Zerocalcare\, autore dell’illustrazione in copertina.\n⛰️ Shengal è l’unica montagna che si staglia nella vasta piana di Ninive\, al confine con Siria e Turchia. In Iraq la chiamano «la montagna sola»\, come solo è sempre stato il popolo ezida che la abita\, società divenuta introversa a seguito delle numerose persecuzioni subite. Dalla loro resistenza contro l’Isis e dalla liberazione di Sengal\, grazie all’aiuto del Partito dei lavoratori del Kurdistan e delle unità curde del Rojava\, è nata un’esperienza di autogoverno ispirata al confederalismo democratico\, ancora in fieri e minacciata dalle stesse forze che nel 2014 permisero il massacro.\n✊ Sulla montagna sola si respira la voglia di una vita finalmente libera dalla paura insieme all’entusiasmo di chi ha preso in mano le redini del proprio destino. Una popolazione chiusa al mondo esterno\, conservatrice e legata alle proprie pratiche ha saputo costruire una forma di autogestione del proprio territorio secondo un paradigma estremamente moderno e allo stesso tempo adattabile alle peculiari e antiche caratteristiche dei popoli mediorientali.
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SUMMARY:cinemafutura: Nascita di una formazione partigiana e The Forgotten Front: la resistenza a Bologna
DESCRIPTION:Nascita di una formazione partigiana di Ermanno Olmi | Italia\,1973|b/n|60’ \nRacconto straordinario\, scritto con Corrado Staiano\, della banda partigiana di Cuneo fondata da Duccio Galimberti. \na seguire \n The Forgotten Front: la resistenza a Bologna  di P. Soglia e L. K. Stanzani | Italia\,2020|73’ \nIl coraggio di una città tra il 1943 e il 1945: documentario ricchissimo e prezioso che ricostruisce il fronte della Linea gotica. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:Phill Reynolds LIVE || Sunday Mood
DESCRIPTION:Sunday Mood\nLa rassegna di aperitivi musicali del Centro Sociale Bruno\n\nPhill Reynolds – Live!\nGrancassa e cembalo in pieno stile one man band. Origini sui colli vicentini\, con ormai con più di 500 concerti alle spalle!\n\n\nPhill Reynolds\, all’anagrafe Silva Cantele\, dal 2011 si esibisce sui palchi europei e statunitensi portando la sua voce di deserto a narrare storie d’amore e di rabbia\, di luci ed ombre; i suoi live sono ricche esperienze emotive\, dove le armonie – come in volo – si librano e cadono in picchiata sulle ali di una raffinata tecnica fingerstyle. Il nucleo dei suoi live attuali ruota attorno ad A Sudden Nowhere\, ultimo suo album uscito per Hoodooh nel gennaio 2021 che ha ottenuto notevoli riscontri in Italia e all’estero (Bandcamp New&Notable\, Louderthanwar\, Amazin Radio\, Rockit\, Rumore\, etc).\nApprezzato concorrente di XFactor Italia 2021\, giunto agli home visits col plauso di Manuel Agnelli. \n– Apertura ore 18.00 con aperitivo e taglieri misti della casa\n– Inizio concerto ore 18.30 \n Ingresso a offerta libera: sostieni la musica indipendente e l’autogestione\n\n\n\n\n—>  GUARDA:\n\n\nhttps://youtu.be/jx1ZkwrPF88\nhttps://youtu.be/xSb2q-ScwEo\nhttps://youtu.be/5BhUzsVwioc\nhttps://phillreynolds.bandcamp.com/
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SUMMARY:Carnival Trash Party - Smarmellata meets Borlottee
DESCRIPTION:Sabato 18 febbraio apertura ore 22\n Centro Sociale Bruno – Lungadige San Nicolò 4\, Trento \nGrazie al meglio del peggio  della Busa ritorna il \n✖✖✖ Carnival Trash Party – Smarmellata meets Borlottee\nNon servono troppe descrizioni per questo gran galà di carnevale \nLine up:\n\nTrashpipo / Borlottee [trash\, memecore]\n Don Remo\, Penni Marchet / Smarmellata [Intelligence Trash Music]\n\nVisuals della casa by Borlottee: \n\nGif boomer buongiornissimo kafe\nBlanco che distrugge tutto\nLadybug\n& more\n\nDresscode:\n#cometipare…tanto non se ne ricorderà nessuno e probabilmente nemmeno te. \n\n.\n.\n.\n.\n Rispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano\n No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia\n.\n.\n.\nFOLLOW US ON:\n TELEGRAM:\nhttps://t.me/csbruno\n SITO:\ncsbruno.org\n TWITTER:\nhttps://twitter.com/csabruno\n INSTAGRAM:\nhttps://www.instagram.com/centro_sociale_bruno
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SUMMARY:cinemafutura: L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo
DESCRIPTION:L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo | Italia\, 1976 |128’ \nResistenza nel ferrarese: Agnese dopo la morte del marito ucciso dai tedeschi si arruola in un gruppo partigiano\, assumendo un ruolo sempre più importante. Tratto dal romanzo omonimo di Renata Viganò. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:TnT Sound - Dancehall Attack #7
DESCRIPTION:📅 Sabato 11 Febbraio 2023\n🕦 h 22.00\n📌 Centro Sociale Bruno (Tn) \nSecondo appuntamento del 2023 con Dancehall Attack #7\,\ndove ad affiancare i Sounds di Trento\, ci sarà un ospite speciale\, pronto ad infuocare la nostra yard:\nTnT Sound The Sound of Forlì since 2010 \n🔥 Line up\n– TnT Sound (Forlì)\nDancehall Attack residents\n– Tarant Attack Sound – 100% vinyls\n– Yardie Groove \nRispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano\n🚫 No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia\n.\n\,\n.\nFOLLOW US ON:\nTELEGRAM: https://t.me/csbruno\nSITO: csbruno.org\nTWITTER: https://twitter.com/csabruno\nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/centro_sociale_bruno/\n___________________________________________\nBIO\n🔥 TNT SOUND\nTnT Sound Nasce nel mese di Marzo dell’anno 2010 \, nella piccola Forlì.\nIl giovane Sound Romagnolo inizialmente composto da 3 elementi\, Big Luca ( Dj ) Jahmma ( Dj ) e Kami ( Mc ) comincia ad organizzare le prime dancehall e subito riscontra un buon interesse dalla massive locale.\nNel Gennaio 2011 iniziano l’avventura nella yard del circolo Arci ”Le Betulle” e nell’anno successivo invitano numerosi ospiti tra cui\, Junior Cat – Fido Guido – Lampa Dread – Burning Melody – Daddy Billy OCP – Adriatic Roots – tutto questo con la collaborazione di Kaya Sound.\nNella Stagione estiva 2011 la crew Forlivese organizza il ” Romagna Exodus” il più grande raduno reggae romagnolo che raduna tutti i sound e soundbwoy \, tutte le band e i cantanti solisti e tutti i dj e crew dub dub-step della nostra zona..\nAd aprile 2012 abbandonano la yard ”Le Betulle” per un progetto più grande e Ambizioso presso il Vidia Club di Cesena\, dove iniziano una serie di serate chiamate ”Wicked” con ospiti Internazionali e Nazionali di primo livello\, Calcano il palco artisti come General Levy – Villa Ada – Kalibandulu – Lsc Gangsta Sound – Chatterbox Sound.\nInoltre da 3 anni sono il Sound resident dell’Oltremodo Pub dove organizzano il ”Whaa Gwaan ” il mercoledì piu carico del centro città Forlivese sempre con un guest a sorpresa.\nTempo di mercato :\nDurante la stagione estiva 2012 si unisce al Sound lo storico selecta Forlivese Uncle B ex Jagermighty Sound ( Forli Reggae Pioneers)\nNel Dicembre 2012 Si unisce al Sound la 1a selecta donna in Romagna aka Yaya selecta.\nNel Marzo 2013 entra a far parte del Sound un Mc/Singer aka Jambè.\nDurante l’estate 2013 si unisce al sound il Vinyl selecter Berna.\nNel dicembre 2013 si unisce al Sound Meo nuovo promoter che sempre ha seguito il progetto.\nA cavallo tra il 2013 e 2014 Uncle B e Berna lasciano la formazione \, per riprende la sua strada solista\, lasciando inalterate le amicizie e le simpatie con i suoi vecchi compagni\nLa famiglia si allarga e nel contempo si ampliano gli orizzonti musicali che portano la crew a partorire due nuovi brand nella stagione 2013- 2014:\n– “( don’t ) STOP THE TRAIN” che in breve tempo assume \,tramite i social network\, i connotati di una dance-hall di tutto rispetto nel panorama dei sound emergenti italiani; capace di propugnare origini foundation fino alle celebri star della dancehall made in Jamaica . La prima stagione alla Vecchia Stazione di Forlì si arricchisce di guest volta per volta inediti nel contesto forlivese( Gioman – MadKid ) ed in alcuni casi in quello romagnolo ( Katzuma – Dj War – Rude Family – Ematoras )\nNegli anni successivi ospitano diversi volti noti della scena nazionale e non…\nNel 2019 inizia l’avventura presso lo stabilimento balneare di Cesenatico Reggae Station dove il Don’t the train trova una nuova casa.\nNell’arco di tre anni ospitano Caligula Sound\, Calabash\, Royal Rumble\, Vibe Stars\, Shot Fi Kill\, Fronte Crew\, Natty Roots\, Wadada\, I-Trees\, Jungle Army\, Jr.Wick\, Huntin Sound\, Selecta Cucofyah.\nNel corso dell’estate 2020 nasce la collaborazione con la Collina dei Conigli storico locale estivo situato nel parco più grande della città romagnola.\nOgni mercoledì da Maggio a Settembre e nell’estate 2021 con la denominazione di Summer Sunday Fest organizzano tre live show con Forelock\, Lion D e Awa Fall\n– ” DIRTY DANCE-HALL” riflette invece l’innovazione musicale di derivazione Black . Animal party in cui si miscelano i ritmi caribici-jamaicani con le nuove tendenze elettroniche che già da qualche tempo hanno condizionato la dancehall\, fino a generare stili come moombahton \, trap ecc\nTnT Sound si dimostra così essere un sound completo capace di proporre dalla situazione in vinile foundation-ska-Roots fino alla situazione digital con sonorità più innovative.\nNella loro breve storia si esibiscono con artisti del calibro di: General levy – Mama Marjas\, Boomdabash\, Kalafi \,Fido Guido\, Junior Cat \,Villa Ada Posse\, Romain Virgo\, Lt Stitchie\, Brusco\, Perfect\, Tarrus Riley\, Lion D\, Forelock\, Awa Fall\,Gioman\, Jimmy Cliff\,Bunna.\nE Soundbwoy / Sound come : Lampa Dread\, Kaya Sound \, Chatterbox \, Nameless\, Wadada Sound\, Jungle Army\, Jagermighty Sound\, Adriatic Roots\,Bandolero Mov\, Big Things\, Zuingo Youth SS \, Burnin Melody\, Mad Rubio \, High Level Sound \, Daddy Billy O.C.P\, Freedom Sound \, Lion Nail Hi Fi\, Lsc Gangsta Sound \,Rhumba Sound \, Mahnali \, DjPiombo \, Family Affair Ent.\, Labo Sound \, Lickweed Mov \, Jimmy Spiff\, Woolano Fam \, Hard Times Sound\, Dj War \, EnaGhema\, MadKid\, Rude Family\, Deda\, Gopher \, Wicked A\, Raw Selectas\, Serious Thing\, Calabash Crew\, Heavy Hammer\, Dancehall Paradise\, Magash\, Jemani Jahka\, Bomchilom\, Kalibandulu\, Rought town sound\, I-Tal Sound\, 90Degree\, Lion Paw\, Catanzion\, Highlife Posse\, Ikno Sound\, Dj Dinamite\,Bizzarri\, Kaly Weed\, Outlaw Sound\, Fronte Crew\,I-Shence\, Fester Tarantino\, Jah Pow Pow.\nE nelle Yard/Festival :Parma(mu)Perujah(mattatoio\,kikapoo)Bologna(sottotetto-lazzaretto-pontedivialibia-ganesh Arteria) Alessandria( Subbuglio – Officina)Modena(Guernica)\, Moonvida ( Taranto ) Mediterraneo ( San Foca -Salento)\, Cocoon ( Grosseto ) Shabba Club (Cantù)\, Leoncavallo (Milano) Castelletto Garden (Milano) Libero Pensiero (Lecco) Bababoom Festival (Fermo) Positive River Festival (Reggio Emilia)\nFormazione Ufficiale:\nBig Luca (Selecta)\nJahmma (Promoter- Selecta )\nKami mc (mc-promoter)\nYaya (Selecta)\nJambè (mc)\nMeo ( selecta )\n🔥 TARANT ATT ACK\nIl Tarant attack nasce nel 2001 da un idea di Andra selecta (già appassionato e collezionista di dischi dal 1996) insieme a Sergent Dalo e Mr Frank.\nA causa di problemi lavorativi quest´ultimi due abbandonarono il sound e nel 2002 c´è la fusione con la Cheval sound machine (Sugar mino and Cheval operativi anche loro da anni).\nIl sound ha come scopo principale la diffusione di reggae vibes\, cercando sempre nelle danz di proporre selezioni accurate per far divertire la massive; ecco perché la ricerca dei 45giri\, frutto di anni di maniacale collezionismo che va dal reggae al raggamuffin\, al digital style fino al bashment.\nA completare il tutto una dubplate molto accurata e la verve di Sugar mino al mic.Tante sono state le collaborazioni ed i progetti realizzati da solo o con i vari sound e singers della penisola es. High grade\, Chatter Box e varii artisti jamaicani (Freddie Mcgregor\, Dally Ranks\, Chino\, Chuck Fender\, Morgan Heritage\, Junior Kelly\, Warrior King & General Levy)\, Bass odyssey\, Sentinel\, Boomdabash\, SSS\, Sisma sound\, Fido Guido\, Zakalicious\, Krikka reggae\, Kianka town & Mama Marjas\, Don Ciccio\, Papa Riky\, Moddy \,Paolino Mad kid\, Dj Lugi\, Kaos\, Dj Trix\, Maddawg\, Virtus\, U rob\, Lion D\, Labo sound\, Shanty Crew\, Pipeline\, Bom Chilom\, Gal Dem\, Bombogyal\, Raggae meridional crew\, Anansi\, Rebel Rootz\, Bang bass e tanti altri sound big up!!!\nVincitore nel 2003 al Tnt di Perugia e nel 2005 del South clash a Bari.\nInfine il Tarant attack ha proposto per molti anni una trasmissione radio\, il Babylon by bass..peace and love!\n🔥 YARDIE GROOVE\nNuova crew che nasce alla fine del 2012\, dall’idea di due amici (Piè e Bebo) con la passione per la musica in levare. L’intento è quello di movimentare le tranquille serate trentine e di far ballare la massive con delle selezioni che propongono una miscela di tutta la musica giamaicana\, spaziando dal rocksteady alla foundation\, dal rub-a-dub al new roots\, fino ad arrivare alla dancehall e all’hip-hop; sempre coscienti dell’importante messaggio che la musica reggae porta con sè.\nDopo gli esordi Yardie Groove ha creato una forte sinergia con le altre realtà reggae del trentino\, collaborando e suonando assieme ai Rebel Rootz\, Smoking Green\, Tarant Attack\, Bangbass\, Dreadlion\, I-Vibes\, Bomborasklat\, ecc.\n“One good thing about music\, when it hits you feel no pain…”\n“I want to disturb my neighbour\, cause I’m feeling so right\,\nI want to turn up my disco\, blow them top full watts tonight!”
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SUMMARY:cinemafutura: Le Quattro giornate di Napoli di Nanni Loy
DESCRIPTION:Le Quattro giornate di Napoli di Nanni Loy |Italia\, 1962 |124’ \nNapoli\, 1943: la rivolta del popolo napoletano che in quattro giorni caccia i nazisti prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane. Soggetto di Vasco Pratolini. Capolavoro. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:Neon Night - Techno Party
DESCRIPTION:Dopo la prima grande Neon Night del nuovo anno siamo pronti con un’altro evento assolutamente da non perdere e abbiamo il piacere di presentarvi un ospite davvero speciale\, Cardioactive aka Yonkov arriva da Sofia (Bulgaria) è il Co-founder di Balkan Station e Stamina\, ad aprire e chiudere la serata ci saranno Roby M Rage e Sound of Kintsugi.\n\nLINE UP:\nCardioactive\nRoby M Rage\nSound of Kintsugi\nLINKS\n—\nCardioactive\nhttps://www.instagram.com/cardioactiv.e\n—\nRoby M Rage\nwww.instagram.com/robymrage\n—\nSound of Kintsugi\nhttps://www.instagram.com/soundofkintsugi/\n\nCome sempre:\nyes love\nyes peace\nyes kindness\nno sexism\nno racism\nno transhomophobia
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SUMMARY:cinemafutura: Il terrorista di Gianfranco De Bosio
DESCRIPTION:Il terrorista di Gianfranco De Bosio | Italia\, Francia\, 1963 |88’ \nVenezia\, 1943: azioni partigiane e discussioni nel CLN. Una riflessione ancora attuale sul senso dell’agire politico. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:Rude Sound Invites: NO:ID
DESCRIPTION:📅 Sabato 28 gennaio\n🕦 Ore 22.00\n📍 Centro Sociale Bruno – Lungadige San Nicolò 4 (Trento) \nNuovo anno\, nuovi amici e nuovo concept: RUDE SOUND INVITES\, il party dedicato alla musica Drum & Bass a Trento!\nPrimo ospite di questo 2023 sarà il bolognese NO:ID\, che fa parte del collettivo MIB Crew (MALTA). \n🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️ \nNO:ID\n(MIB Crew)\nRude Sound residents:\nFRAME b2 MAGNO / BASE / ARME\nHost: MC GIGAMAN\nVisual show: BRAVE \n🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️🏴‍☠️ \nBIO:\nNO:ID nasce nel 1991 a Praga e dopo pochi anni si trasferisce in Italia \, precisamente in Toscana.\nTrasferitosi a Bologna propone i suoi set alle varie serate come l’International Drum and Bass Meeting \, Link Dnb Arena \, Southern e altre serate in giro per la penisola.\nNel 2020 entra nella crew internazionale M.I.B. Crew dove sviluppa maggiormente le sue sonorità proprio grazie al confronto e supporto di diverse realtà europee.\nDa quel momento riesce a portare il suo stile fuori dall’Italia in paesi come Repubblica Ceca\, Malta ed altre capitali del continente.\nI suoi set sono un miscuglio di sonorita’ che abbracciano tutti i sottogeneri dnb e non solo \, passa dalla jungle alla neurofunk \, dalla dancefloor alla drum and bass più deep\, liquid e jump up.\nIn questi anni ha avuto modo di affiancare artisti del calibro di Metrik \, Drumsound & Bassline Smith \, Tantrum Desire \, A.M.C. \, AUDIO \, HYBRYD MINDS \, ICICLE e tanti altri. \n🔴  no sexism\, no racism\, no transhomophobia
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SUMMARY:cinemafutura: La Rosa Bianca di Marc Rothemund
DESCRIPTION:La Rosa Bianca Sophie Scholl – Die letzten Tage di Marc Rothemund |Germania\, 2005 | 116’ \nMonaco\, 1943: Sophie Scholl fonda insieme ad altri studenti universitari i il gruppo di resistenza al Terzo Reich “La Rosa Bianca”\, che viene presto scoperto….Orso d’argento al Festival di Berlino. \nApertura ore 20.00 – inizio proiezioni ore 21.00. Ingresso libero
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SUMMARY:FLOAT MUSIC Live || Sunday Mood
DESCRIPTION:FLOAT MUSIC – LIVE SHOW!\nSunday Mood\nLa rassegna di aperitivi musicali del Centro Sociale Bruno \nFolk\, Jazz\, Rock dipendenti.\nCon base a Bologna viaggiano dappertutto per proporre il loro stile.\n\nFloat Music presentano il loro nuovo progetto discografico “Butterflies and Clouds”\, un viaggio musicale tra folk\, jazz e rock.\nAnna Tagliabue alla voce e banjo e Stefano Maimone al basso\, chitarra e gran cassa.\n\n\nIl duo bolognese propone un repertorio molto vario che spazia da brani originali a rivisitazioni in chiave acustica di brani della tradizione americana e non. L’utilizzo di strumenti a corda quali basso\, banjo e voce creano un’atmosfera molto intima e personale.\n\n\n– Apertura ore 18.00 con aperitivo e taglieri misti della casa\n\n– Inizio concerto ore 18.30 \n\n\n\nIngresso a offerta libera: sostieni la musica indipendente e l’autogestione.
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SUMMARY:Dancehall Attack #6
DESCRIPTION:📅 Sabato 21 Gennaio 2023\n📌Centro Sociale Bruno (Tn) \nDancehall Attack #6 con: \n🔥🔥🔥 Tarant Attack Sound – 100% vinyls 🔥🔥🔥\n🔥🔥🔥 Yardie Groove 🔥🔥🔥\nSpecial Guest:\n🔥🔥🔥 BomChilom (Padova)🔥🔥🔥 \nIncominciamo il nuovo anno con il Dancehall Attack #6 dove ad affiancare i Sounds di Trento\, ci sarà un ospite speciale: pronto ad infuocare la nostra yard:\nBomChilom Sound. The Sound of Padova since 2004\nRispetta te stess*\, lo spazio e le persone che ti circondano \n🚫 No Racism\, No Sexism\, No Trans-Omophobia\n.\nFOLLOW US ON:\nTELEGRAM: https://t.me/csbruno\nSITO: csbruno.org\nTWITTER: https://twitter.com/csabruno\nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/centro_sociale_bruno/\n___________________________________________\nBIO\nTARANT ATTACK\nIl Tarant attack nasce nel 2001 da un idea di Andra selecta (già appassionato e collezionista di dischi dal 1996) insieme a Sergent Dalo e Mr Frank.\nA causa di problemi lavorativi quest´ultimi due abbandonarono il sound e nel 2002 c´è la fusione con la Cheval sound machine (Sugar mino and Cheval operativi anche loro da anni).\nIl sound ha come scopo principale la diffusione di reggae vibes\, cercando sempre nelle danz di proporre selezioni accurate per far divertire la massive; ecco perché la ricerca dei 45giri\, frutto di anni di maniacale collezionismo che va dal reggae al raggamuffin\, al digital style fino al bashment.\nA completare il tutto una dubplate molto accurata e la verve di Sugar mino al mic.Tante sono state le collaborazioni ed i progetti realizzati da solo o con i vari sound e singers della penisola es. High grade\, Chatter Box e varii artisti jamaicani (Freddie Mcgregor\, Dally Ranks\, Chino\, Chuck Fender\, Morgan Heritage\, Junior Kelly\, Warrior King & General Levy)\, Bass odyssey\, Sentinel\, Boomdabash\, SSS\, Sisma sound\, Fido Guido\, Zakalicious\, Krikka reggae\, Kianka town & Mama Marjas\, Don Ciccio\, Papa Riky\, Moddy \,Paolino Mad kid\, Dj Lugi\, Kaos\, Dj Trix\, Maddawg\, Virtus\, U rob\, Lion D\, Labo sound\, Shanty Crew\, Pipeline\, Bom Chilom\, Gal Dem\, Bombogyal\, Raggae meridional crew\, Anansi\, Rebel Rootz\, Bang bass e tanti altri sound big up!!!\nVincitore nel 2003 al Tnt di Perugia e nel 2005 del South clash a Bari.\nInfine il Tarant attack ha proposto per molti anni una trasmissione radio\, il Babylon by bass..peace and love!\nYARDIE GROOVE\nNuova crew che nasce alla fine del 2012\, dall’idea di due amici (Piè e Bebo) con la passione per la musica in levare. L’intento è quello di movimentare le tranquille serate trentine e di far ballare la massive con delle selezioni che propongono una miscela di tutta la musica giamaicana\, spaziando dal rocksteady alla foundation\, dal rub-a-dub al new roots\, fino ad arrivare alla dancehall e all’hip-hop; sempre coscienti dell’importante messaggio che la musica reggae porta con sè.\nDopo gli esordi Yardie Groove ha creato una forte sinergia con le altre realtà reggae del trentino\, collaborando e suonando assieme ai Rebel Rootz\, Smoking Green\, Tarant Attack\, Bangbass\, Dreadlion\, I-Vibes\, Bomborasklat\, ecc.\n“One good thing about music\, when it hits you feel no pain…”\n“I want to disturb my neighbour\, cause I’m feeling so right\,\nI want to turn up my disco\, blow them top full watts tonight!”\nCi si vede dalle 22 per scaldarsi a ritmo di reggae vibes!\nBig Up..💣💣🚀🎤🎧
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DESCRIPTION:Questa terra è mia!  This Land is Mine di Jean Renoir|USA\, 1943 |99’ \nVillaggio europeo occupato dai nazisti: c’è chi accetta le nuove regole e chi si ribella… \nApertura ore 20.00
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SUMMARY:LA SCELTA - Proiezione con dibattito
DESCRIPTION:Che cosa vogliono i No Tav?\nFermare la costruzione dell’opera non sembra esaurire il senso della loro scelta. La lotta\, i processi\, il carcere\, la guerra\, le scelte individuali sono occasioni di cui dispongono nel tentativo di dare dignità alla loro vita. \n📌 DOVE:\nCentro Sociale Bruno\nLungadige San Nicolò 4 (TRENTO) \n🗓 QUANDO:\nGiovedì 19 gennaio 2023\n– 19:30: Apertura con aperitivo e stuzzichini\n– 20:30: Inizio proiezione\nSarà presente l’autore e produttore del film Stefano Barabino \nIngresso a offerta libera e consapevole: sostieni le produzioni indipendenti! \nSINOSSI\n«Forza\, coraggio e gioia!» Questo è l’invito che Luca rivolge ai suoi compagni riuniti in assemblea. E’ rimasto gravemente ferito mentre tentava di rallentare l’apertura del cantiere al quale il movimento No Tav si oppone. Emanuela\, la sua compagna\, legge la lettera che Luca ha scritto dall’ospedale in cui si sta lentamente riprendendo. Alcuni attivisti No Tav\, tra i quali Marisa\, Nicoletta e Paolo\, tentano di disturbare i lavori del cantiere e di abbatterne le reti. Di notte\, in piccoli gruppi\, riescono ad entrare e danneggiare alcuni mezzi\, ma il cantiere è molto grande ed è considerato dallo Stato un’opera strategica. I lavori procedono\, il cantiere cresce. Il movimento decide di sostenere un partito politico che si dichiara No Tav\, ma Nicoletta richiama la necessità di mantenere autonomia nella lotta. Arrivano i processi\, i pubblici ministeri raccontano il movimento No Tav dal punto di vista dello Stato e chiedono pene importanti per gli imputati. Passano alcuni anni\, Luca ed Emanuela hanno avuto un figlio. Davide\, un militante No Tav è tornato dalla Siria\, dove ha combattuto nella rivoluzione del Rojava. La guerra lo ha posto di fronte a dilemmi laceranti: sia combattere che non combattere sono due scelte sbagliate. Il tentativo di fermare la Tav per via istituzionale è ormai fallito: in assemblea Luca invita i compagni a prenderne atto\, è in semilibertà e deve rientrare in carcere ogni sera. Mentre racconta di essersi lasciato con Emanuela\, riconosce che «sta all’individuo soltanto la ricerca della propria felicità». La lotta sulle reti del cantiere prosegue. Nicoletta viene arrestata e suo marito Silvano scende in paese per partecipare alla manifestazione in sua solidarietà. \nIL CONTESTO: TRENT’ANNI DI ATTIVISMO\nIl Tav è una linea ferroviaria la cui realizzazione viene contestata per vari motivi: inutile nelle sue finalità e dannoso per l’ambiente e per la salute\, incredibilmente dispendioso per l’intera comunità nazionale. Riuniti in comitati\, i cittadini No Tav sono diventati il movimento più partecipato degli ultimi trent’anni in Italia\, finendo per essere feriti dalle forze dell’ordine e in diversi casi addirittura detenuti in carcere e processati. Nonostante l’area sia militarizzata e il movimento venga puntualmente screditato da gran parte della classe politica\, le manifestazioni No Tav continuano ad essere sostenute da migliaia di persone.\nLe riprese del documentario La Scelta sono iniziate nel 2012\, successivamente all’apertura del cantiere a Chiomonte (2011).\nNegli anni\, i presidi\, le manifestazioni e le azioni dirette alle reti del cantiere hanno ricevuto\, come risposta dello Stato\, la militarizzazione della Valle. Più di mille persone sono state indagate e centinaia sono state arrestate. La politica ha da sempre delegato la protesta alla Polizia\, riconducendo i No Tav ad una questione di ordine pubblico. I processi contro gli attivisti sono stati numerosi\, il più importante ha riguardato nel 2014 quattro anarchici accusati di terrorismo per aver danneggiato il compressore del cantiere di Chiomonte. Le proteste nell’ultimo periodo si sono concentrate nella zona dell’autoporto di San Didero\, dove ad aprile 2022 è stato aperto un nuovo cantiere. Nell’estate 2022 è nata anche l’Associazione a resistere\, in risposta alla richiesta della Procura di Torino di rinviare a giudizio 28 appartenenti al centro sociale Askatasuna\, uno dei soggetti storici del movimento No Tav. \nNOTA DEGLI AUTORI\nÈ possibile essere militanti\, fare politica\, senza riprodurre nella lotta quegli stessi meccanismi ai quali ci si oppone?\nIn questi dieci anni di lavorazione del film abbiamo vissuto nel movimento No Tav in una forte consonanza ideale con esso. Che cosa permette a questo movimento di continuare ad esistere nonostante la repressione di Stato nelle sue molteplici forme? Il film fa emergere una soggettività che dà senso a cosa significhi fare politica. Come racconta Davide Grasso\, uno dei protagonisti\, chi lotta sta cercando di affermare l’importanza di restare umani\, affinché «due o tre persone possano fare qualcosa assieme soltanto sulla base della loro libera scelta\, senza un obbligo o un guadagno individuale». Siamo stati abituati a delegare ad altri le scelte di fondo delle nostre vite. Raccontare la lotta No Tav per noi ha significato capovolgere questo assunto\, partire dalle responsabilità che ciascun individuo assume verso se stesso. \nBIOGRAFIE \nCarlo A. Bachschmidt è un documentarista nato a Genova nel 1965. Ancora studente in Architettura inizia a collaborare con lo studio di Renzo Piano. Dopo la laurea si dedica ad un altro modo di progettare lo spazio\, l’ideazione e allestimento di iniziative collaterali alle mostre di Palazzo Ducale a Genova. Dal 1994 al 2007 lavora nell’ambito della comunicazione\, curando l’organizzazione e la promozione di oltre venti campagne sociali rivolte al mondo giovanile. In occasione del G8 del 2001 diviene responsabile della segreteria organizzativa del Genoa Social Forum\, il coordinamento delle organizzazioni no profit che esprimono il proprio dissenso nei confronti del vertice. Nel 2002 viene nominato consulente tecnico di parte (CTP) dagli avvocati impegnati nei processi per la ricostruzione attraverso l’analisi della documentazione video-fotografica delle violenze verificatesi nei giorni del G8. Ha presentato presso i tribunali di Genova\, Torino e Milano 24 consulenze tecniche che sono state acquisite agli atti dei processi e svolge tuttora tale professione. Formatosi nel settore dell’audiovisivo\, tra il 2003 ed il 2009 realizza video indipendenti e nel 2010 esordisce come regista con il cortometraggio Janua. Nel 2011 scrive e dirige i documentari Black Block (menzione speciale alla sezione Controcampo della 68ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia) e La Provvista (entrambi prodotti da Fandango)\, e lo spettacolo teatrale I giorni di Genova nell’ambito del Festival di Internazionale a Ferrara. Sempre per Internazionale\, nel 2021 è tra gli autori del podcast sul G8 di Genova\, Limoni. Attualmente sta lavorando ad un documentario dal titolo Costa. \nStefano Barabino lavora sui set cinematografici come primo assistente operatore e come direttore della fotografia nel cinema documentario. \nMichele Ruvioli è maestro steineriano e ha temporaneamente abbandonato il mondo del cinema.
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DESCRIPTION:Nelle ultime settimane il Centro Sociale Bruno è tornato ad essere sotto attacco dalla Giunta Provinciale a traino leghista\, che è tornata a chiedere lo sgombero dello stabile\, recuperato dal basso e sottratto all’abbandono da quasi dieci anni.\nQuella dei consiglieri Moranduzzo e Rossato\, non è stata solo un’uscita propagandistica\, ma un tentativo di determinare i rapporti di forza della giunta provinciale ai danni di un’esperienza che resiste in questo territorio da 16 anni e di tuttə coloro che l’attraversano e la animano quotidianamente.\nRiteniamo importante il riconoscimento e il sostegno che ci è arrivato in queste ultime settimane\, a partire dalla lunga lettera indirizzata alle istituzioni e firmata da influenti personalità della cultura\, del volontariato e dell’arte\, a cui hanno aderito numerosə cittadinə e realtà organizzate.\nNonostante l’ipotesi di sgombero immediato pare essere accantonata\, non è però il tempo di assopirsi e far calare l’attenzione.\nCome abbiamo scritto\, è in questo momento che sentiamo ancora più forti le responsabilità che investono tutto il nostro corpo collettivo. Una responsabilità che intendiamo in primo luogo come la capacità di garantire l’esistenza\, la vivacità e l’autonomia di uno spazio di autorganizzazione.\nIl Centro Sociale Bruno continua assieme a coloro che hanno dimostrato di voler camminare assieme a noi.\nPer questo vi invitiamo a un momento informale di confronto e convivialità a partire dal pomeriggio di venerdì 13 gennaio. Sarà un modo per ritrovarci di nuovo tuttə insieme dopo la pausa natalizia\, condividere un pasto e discutere assieme il futuro del centro sociale e quello della sua comunità\, semenzaio di resistenze che non smetteranno di germogliare. \n– Apertura ore 17.30  Porta un dolce o uno stuzzichino da condividere. Al brulè ci pensiamo noi! \n– dalle 20.30  Pastasciutta offerta per tuttə
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SUMMARY:Presentazione de "La morte\, la fanciulla e l'orco rosso: Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana". Con il collettivo Nicoletta Bourbaki
DESCRIPTION:GIOVEDÌ 12 GENNAIO \nCentro Sociale Bruno  –  Lungadige San Nicolò 4 (Trento) \nPresentazione de: “La morte\, la fanciulla e l’orco rosso: Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana”.\nCon il collettivo Nicoletta Bourbaki \n\nApertura alle 19.30 con aperitivo e cicchetti\nInizio presentazione ore 20.30\n\nUn’occasione per parlare di resistenza\, resa dei conti e revisionismo. \nAcquista il libro\, sostieni gli autori! \n«Nicoletta Bourbaki […] offre una lezione su come la ricerca d’archivio; il confronto critico delle fonti; la collocazione contestuale dei fatti raccontati e la loro resa di complessità rappresentino strumenti indispensabili di difesa e rispetto della propria intelligenza e indipendenza di giudizio»\nDavide Conti. Il Manifesto 21 novembre 2022. \nQuesto libro affronta il tema dei crimini partigiani\, o meglio\, delle narrazioni su presunti «crimini partigiani» il cui scopo è denigrare la lotta al nazifascismo. Lo fa concentrandosi sul “caso” Giuseppina Ghersi\, adolescente uccisa a Savona nell’aprile 1945.\nPer decenni trascurata dagli stessi neofascisti\, nel nuovo secolo la morte di Giuseppina è diventata un leitmotiv della destra ligure\, col tempo arricchendosi di dettagli sempre più macabri. La storia era ormai splatter quando nel 2017 i media nazionali l’hanno ripresa e diffusa senza alcuna verifica.\nPer stabilire la verità storica Nicoletta Bourbaki ha avviato un lungo lavoro di ricerca negli archivi\, sopralluoghi\, raffronto di documenti e testimonianze.\nVa detto subito: la storia della «bambina vittima dei partigiani-mostri» è falsa in quasi ogni suo elemento\, a cominciare dal mai esistito «tema dedicato al duce»\, che da solo avrebbe scatenato l’odio dei «rossi».\nTestimonianze diverse\, anche inaspettate\, indicano in Giuseppina una nota e per certi versi dichiarata spia fascista\, intenta a minacciare cittadini\, protetta da marò e brigate nere. Anche i suoi genitori erano disprezzati\, perché compromessi col regime\, per gli exploit della figlia e perché ostentavano privilegi.\nSul caso Ghersi\, spiega il libro\, non pesò alcuna «congiura del silenzio». Vi furono inchieste e processi\, nei cui atti i dettagli horror cari ai fascisti non trovano riscontro\, come non lo trova l’accusa più infamante\, quella di stupro.\nIndagando\, Nicoletta si è imbattuta in un altro «crimine partigiano»\, anch’esso ambientato in Liguria: l’«eccidio di Monte Manfrei».\nDue casi intriganti perché emblematici. Smontandoli\, vediamo come funziona la macchina delle storie antipartigiane\, e come nell’attuale infosfera tali storie diventino virali. \nNicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete\, sulle false notizie a tema storico e sulla riabilitazione dei fascismi in tutte le sue varianti e manifestazioni. Il gruppo si è formato nel 2012 sul blog Giap e ha al suo attivo molte inchieste e diverse pubblicazioni. Lo pseudonimo collettivo «Nicoletta Bourbaki» è un détournement transfemminista di «Nicolas Bourbaki»\, maschilissimo gruppo di matematici francesi attivo dagli anni Trenta agli anni Ottanta del XX secolo.
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