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SUMMARY:L'accoglienza è un diritto\, basta sgomberi! - Presidio
DESCRIPTION:E’ successo di nuovo. Dopo lo sgombero del 3 aprile\, un errore secondo il Comune di Trento\, un’operazione di pulizia che si è trasformata per sbaglio in uno sgombero\, la scena si è ripetuta lunedì 14: quattro giovani ragazzi privati delle poche cose loro necessarie per ripararsi la notte. Quattro ragazzi richiedenti asilo fuori accoglienza. Alcuni di loro lavorano\, ma\, nonostante ciò\, non trovano una sistemazione migliore di quella offerta da ponti e anfratti.\nQuello che chiedono questi ragazzi non è elemosina\, ma ciò che è un loro diritto e si chiama accoglienza. Quella che\, per trattati internazionali sottoscritti anche dall’Italia e la normativa vigente dovrebbe essere garantita a tutti coloro i quali scappano dal proprio paese perché lì le condizioni di vita non sono più tollerabili e fanno richiesta di protezione internazionale. La giunta provinciale ha progressivamente atrofizzato questo diritto riducendo i posti letto a 700 e concentrandoli in città\, mentre la Questura ha creato colli di bottiglia e richieste pretestuose e kafkiane che portano naturalmente ad esasperare gli animi. A tal proposito si pensi\, a titolo di esempio\, alla richiesta di un domicilio\, ritenuto necessario per poter presentare richiesta di protezione internazionale\, quando è di tutta evidenza che queste persone un domicilio non possono averlo al loro arrivo. O i tempi di attesa dilatati al punto tale che quando il permesso di soggiorno viene emesso è già prossimo alla scadenza.\nE’ da tempo che\, come Liberalaparola insieme alle altre scuole di italiano denunciamo questa strategia politica subdola che volutamente crea insicurezza puntando a governare con la paura. E alle nostre proteste le istituzioni provinciali hanno risposto con un silenzio assordante. La novità di questi giorni ci è stata regalata dal blitz di Casapound che nella notte di venerdì scorso ha pensato bene di issare sul muro della Residenza Fersina uno striscione che incita alla “remigrazione”. Un neologismo coniato al fine di dare una connotazione civile a quella che in altri termini verrebbe definita deportazione\, dipingendo come criminali i richiedenti asilo. E così al silenzio della giunta provinciale dà voce l’estrema destra locale che senza mezzi termini accompagna lo striscione dichiarando che “non ci deve essere né accoglienza diffusa né accentrata ma emigrazione totale e senza compromessi”.\nMa chi anima ed insegna nelle scuole di italiano ha avuto modo di conoscere centinaia di ragazze e ragazzi migranti\, e le loro storie. Non solo i volontari che operano nelle scuole hanno modo di entrare in contatto con i vissuti\, di riconoscere le potenzialità delle persone richiedenti asilo. Anche gli operatori dei servizi loro rivolti\, compresi quelli dietro gli sportelli\, i datori di lavoro le cui attività sopravvivono o fioriscono grazie alla loro presenza\, persino le forze dell’ordine e anche gli uomini e le donne della politica sono al corrente delle mortificazioni e dei disagi che mettono volutamente a dura prova la capacità di adattamento di persone che nulla hanno a che vedere con gli attori degli episodi presi\, a pretesto\, a sostegno della svolta securitaria che le istituzioni stanno mettendo in atto.\nMercoledì 23 aprile\, ore 18.00\, a Trento in Via Belenzani\, saremo in un presidio di protesta contro gi sgomberi e per esigere un’accoglienza degna\, insieme ed in difesa di chi cerca un futuro migliore\, contro la sua criminalizzazione indiscriminata\, per un progetto di città realmente inclusiva e che può trovare nella reale accoglienza un efficace strumento di civile convivenza. \nLiberalaparola\nAderiscono:\nCentro Sociale Bruno\nSportello Casa per Tuttə – Trentino
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SUMMARY:No CPR in Trentino Alto Adige - Assemblea regionale
DESCRIPTION:CONTINUIAMO AD OPPORCI ALLA COSTRUZIONE DI UNO O PIÙ CPR IN REGIONE. ASSEMBLEA PUBBLICA\nMERCOLEDÌ 14 MAGGIO\, ORE 20\nSPAZIO AUTOGESTITO 77 (via Dalmazia 77 F\, Bolzano)\nIn questi giorni è emersa la notizia che l’intesa per la costruzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Bolzano e Trento è ormai prossima alla definizione; grandi sostenitori dell’iniziativa\, oltre al governo italiano\, sono i presidenti delle due province autonome: Kompatscher e Fugatti.\nAnche in questa campagna elettorale\, i CPR vengono presentati come la panacea per risolvere ogni questione legata alla sicurezza urbana e al degrado; questo mentre\, parallelamente\, le normative nazionali e le scelte politiche locali hanno smantellato il sistema di accoglienza\, sottratto risorse all’inclusione sociale e aumentato il numero di persone senza permesso di soggiorno.\nLa propaganda governativa continua a diffondere mistificazioni. Il sottosegretario all’Interno\, Nicola Molteni\, in un recente intervento a Trento e Bolzano\, ha dichiarato che “non è un carcere o un lager ma la funzionalità è fondamentale”. Una menzogna evidente: basta leggere un qualsiasi rapporto del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà o le numerose inchieste giornalistiche sui CPR per comprendere la realtà: i CPR sono un sistema fallimentare\, semplicemente non “funzionano” in nessun luogo. Ne sono ulteriore prova le proteste scoppiate di recente nei centri di Torino\, Trapani\, Brindisi e Gradisca d’Isonzo. E proprio ieri\, a Brindisi\, vi è stata l’ennesima morte nelle mani dello Stato.\nCome Coordinamento regionale “NO CPR in Trentino-Alto Adige”\, attivo da settembre 2023 e sostenuto da oltre 35 realtà sociali e politiche\, ribadiamo che i CPR sono veri e propri lager di Stato. Luoghi di controllo\, segregazione e violenza\, dove persone vengono trattenute per l’unica “colpa” di non essere in regola con il permesso di soggiorno.\nIn questi mesi abbiamo organizzato numerose mobilitazioni e serate informative. In tutte queste occasioni abbiamo riaffermato il nostro netto rifiuto verso qualsiasi ipotesi di apertura di centri di detenzione amministrativa.\nRespingiamo anche la narrazione giornalistica che descrive i CPR come strutture destinate a trattenere cittadini stranieri espulsi per gravi reati o per minaccia all’ordine pubblico. La realtà è un’altra: chi viene recluso nei CPR spesso non ha precedenti penali\, ha già espiato eventuali pene\, e si trova lì unicamente per motivi amministrativi.\nLa presenza di persone “irregolari” deve essere affrontata con politiche di regolarizzazione. Serve abolire la legge Bossi-Fini e i cosiddetti decreti sicurezza\, che precarizzano lo status giuridico delle persone migranti\, favorendo invece l’emersione dell’irregolarità e dalla marginalizzazione.\nLe proteste e le rivolte nei CPR sono oggi l’unico strumento attraverso cui le persone recluse riescono a denunciare le condizioni disumane in cui vivono. E’ per questo che sono attaccate e represse dal governo Meloni con il nuovo Decreto Sicurezza al quale dobbiamo opporci.\nVi invitiamo a partecipare numerosi alla prossima assemblea pubblica per continuare la mobilitazione a livello locale e confrontarci su come costruire un fronte comune a livello nazionale. Da ottobre 2024\, infatti\, è attivo il Network Against Migrant Detention\, al quale guardiamo come spazio di confronto\, alleanza e lotta\, soprattutto per opporci anche a livello europeo al modello della detenzione amministrativa e di confinamento\, nonché al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
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