CINEMAFUTURA EVENTO SPECIALE: Shoah di Claude Lanzmann

Realizzato in 11 anni di lavoro, uscito nel 1985 è ancora considerato il documentario definitivo sulla Shoah, dal punto di vista storiografico e cinematografico. Non ci sono materiali di repertorio, ma solo le testimonianze dei sopravvissuti e le immagini contemporanee dei luoghi dello sterminio: capolavoro assoluto per comprendere il tempo presente. Poiché la durata complessiva è di 9 ore lo proponiamo in 3 parti, da tre ore ciascuna

mercoledì 23, venerdì 25, domenica 27 gennaio 2019. Apertura ore 20.00. Inizio proiezione ore 20.30  INGRESSO LIBERO

Shoah di Claude Lanzmann: il Cinema diventa lingua della Storia

Il 27 gennaio, giorno della liberazione di Auschwitz ad opera dell’Armata Rossa, è la data scelta come «Giorno della memoria», dedicato al ricordo delle vittime della deportazione e dello sterminio nazista.

Il rischio delle commemorazioni è quello di compiere (anche con le migliori intenzioni) operazioni di semplificazione e banalizzazione: in questo caso, ad esempio, mettendo in secondo piano il fatto storico della Shoah per lanciarsi in astrazioni tipo «la natura umana è malvagia», «dov’era Dio?» o peggio in una narrazione tutta emotiva basata su quello che Giovanni de Luna, nel suo saggio La Repubblica del dolore ha definito «paradigma vittimario». Per emozionare, commuovere, suscitare consenso – scrive De Luna – le sofferenze vanno gridate; e più si grida forte più si sfondano le barriere dell’audience e dell’ascolto. Quasi che le emozioni siano merci e quasi che sia il mercato a imporre le sue regole, nel controllarne la domanda e l’offerta.

Un antidoto a questo approccio è proprio la visione del documentario Shoah, realizzato da Claude Lanzmann in 11 anni di lavoro, dal 1974 al 1985: un’opera che ha sancito un «prima» e un «dopo» nel modo di raccontare lo sterminio nazista, diffondendo tra il grande pubblico il termine «Shoah», al posto del più ambiguo e religiosamente connotato «Olocausto».

Trent’anni dopo Notte e Nebbia (1955) in cui Alain Resnais montando 32 minuti di filmati girati dalle truppe inglesi dà uno schiaffo al mondo e a coloro che tentano di negare o minimizzare, un altro regista francese torna a scrivere la Storia attraverso il linguaggio del cinema.

Il film di Lanzamann dura 9 ore e questa volta non c’è un fotogramma di repertorio, ma si tratta di un’indagine minuziosa per ricostruire il “meccanismo dello sterminio” attraverso l’intervista ai testimoni:  ex-deportati e tra questi due sopravvissuti dei Sonderkommando, gli incaricati di rimuovere i corpi dalle camere a gas e di bruciarli nei forni crematori e dunque vittime – carnefici; ex-SS; abitanti polacchi dei paesi limitrofi ai campi; Raul Hilberg, uno dei maggiori storici della Shoah.

Con i suoi testimoni Lanzmann si dimostra impietoso come deve esserlo ogni storico dinnanzi ai documenti: non smette di filmare quando gli ex-deportati iniziano a piangere, non accetta gli «io non sapevo» degli ex-nazisti, non trattiene le domande caustiche ai cittadini polacchi mettendone in luce antichi pregiudizi antisemiti.  Le conversazioni sono accompagnate con le immagini contemporanee dei luoghi che un tempo furono teatro di quegli orrori (su tutti: Treblinka); luoghi che ci appaiono sperduti ancora oggi e che allora erano il confine del mondo, scelti proprio perché naturalmente predisposti al silenzio.

Lanzmann vuole sapere: non il «perché» («non c’è nessun perché» come sottolinea anche Primo Levi) ma il «come» e vuole saperlo nei minimi particolari. Il suo approccio è basato sulla realtà materiale, sulla concretezza dei processi; fa a pezzi psicologismi e auto-assoluzioni e costringe tutti a fare i conti. Come scrive E. Traverso «viviamo nello stesso mondo che ha prodotto Auschwitz», un mondo che non ha bisogno di alcun «perché» per procedere all’annientamento delle diversità, un annientamento iscritto nel funzionamento stesso della modernità capitalista e statalista (o nella sua variabile «realsocialista») e che per questo continua a produrre anche oggi meccanismi di discriminazione e sterminio nelle più diverse forme e contesti.

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